LA TRAGEDIA SI RIPROPONE COME FARSA

DI ALBERTO CRESPI

Da qualche giorno, l’avrete notato, Facebook è diventato una fogna.

Gente che ha vinto le elezioni ed è incazzata con chi le ha perse, gente che le ha perse ed è incazzata con chi le ha vinte.
False notizie a go-go, su tutti: sui nuovi ministri, sugli ex governanti, su chiunque. Fake news sulle quali tutti si scatenano in lazzi e insulti senza nemmeno verificarle.
Battute scontate, che non fanno ridere ma sono solo ridicole.
Difese d’ufficio del nuovo governo anch’esse costruite sul falso, sulla negazione delle clamorose contraddizioni in cui costoro sono caduti e continuano a cadere.
Anche molti post che non parlano di politica sono inaciditi, apodittici, sparano idiozie terrificanti e indimostrabili.
Il paese sembra dominato dagli “haters”: ne hanno tutti, c’è gente che odia Salvini, che odia Saviano, che odia Renzi, che odia il ministro Fontana; e c’è gente che odia coloro che li odiano. C’è gente che odia tutti.
E meno male che il campionato è finito e l’Italia non va ai Mondiali, altrimenti ne leggeremmo delle belle.

Da parte mia ho deciso di non scrivere più di politica (l’ho fatto qualche volta, in questi giorni) e di non intervenire nei post altrui che scrivono di politica. Ho una profonda sfiducia e un ancor più profondo disprezzo per la classe politica che si appresta a governare, ma sono anche disperatamente deluso da quelli che dovrebbero far loro opposizione.

Mi atterrò ai fatti, senza fidarmi di Facebook. Sto pensando di ricominciare a comprare i giornali!

Kubrick, per “Il dottor Stranamore”, aveva pensato a un finale nel quale americani e sovietici, dopo aver distrutto il mondo con le bombe all’idrogeno, si prendono a torte in faccia come nelle comiche. Lo girò ma poi lo tagliò: gli sembrava esagerato, troppo farsesco e grottesco. Sopravvivono solo delle foto, e qui ne vedete una, con George C. Scott ricoperto di crema dietro Peter Sellers.

Credo che se Kubrick fosse vivo oggi, quel finale lo lascerebbe.