IL BANCO DI PROVA GOVERNO GIALLOVERDE? CONFERMARE L’OBBLIGO VACCINALE

DI GERARDO D’AMICO

Noi siamo il prodotto del vostro fallimento, ha sottolineato ieri durante la fiducia una senatrice della maggioranza.
Forse voleva dire “reazione”, perché il prodotto di un fallimento non è esattamente il dato migliore di una impresa.

Lasciando stare la semantica e la filologia, e lasciando pure stare la rivendicazione del populismo, lo spostamento della collocazione internazionale dell’Italia nel settore russo-polacco-ungherese, il fatto è che la reazione a quello che si è dipinto come un disastro generale, il Paese ridotto alla fame, al dramma sociale di cui si lamentano anche quelli che corrono a fare shopping sulla loro Maserati, questa reazione può avere due sbocchi.

Il primo è continuare nella narrazione di milioni di persone che non si curano, di decine di milioni di affamati, di centinaia di milioni di africani nelle strade italiani, di migliaia di milioni di licenziati, maltrattati, vessati, millemila milioni di sopraffatti dalla burocrazia e dalle tasse nel nostro Paese.

Un po’ ognuno di noi, magari per la multa presa all’autovelox o perché veramente in difficoltà economiche apprezzerà, riconoscendosi per qualche aspetto in questo Truman Show che continua, malgrado le elezioni ci siano state ( ed ora anche un governo).
Il risultato sarà che ci faranno svegliare gli altri, dall’estero, con uno schiaffone chiamato spread, o emarginazione in Europa e tra gli alleati occidentali ( visto che siamo tanto affezionati a Putin).

L’altra direzione che questo governo può prendere è partire da quello che definiscono fallimento degli altri per raddrizzare le cose: ma non con gli elfi, le piattaforme di consenso a chiamata, le bizzarrie economiche di qualcuno che se è marginalizzato dalla comunità scientifica un motivo ci sarà e il valore di quelle idee non acquisisce spessore solo perché è diventato ministro.

Ascoltando i veri esperti, quelli che hanno fatto grande paesi avanzati come Germania, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti.

Leggere, anche sotto l’ombrellone, qualche libro che parli di diritti e di doveri, di rispetto per le diversità, il concetto di democrazia ( che è altra cosa dalla demagogia che oggi chiamiamo populismo).

(Ieri i pediatri italiani hanno chiesto al neo ministro della Salute di non eliminare l’obbligo vaccinale, visto che la legge ha dato buoni frutti. Ecco un banco di prova: ascolteranno chi la materia l’ha studiata e la conosce, o lo zero virgola qualcosa per cento dei loro sostenitori che parlano di inesistenti stragi da vaccino?)