PARLA RENZI

DI ALBERTO BENZONI

( Siamo venuti in possesso del testo originale del discorso che Renzi intendeva pronunciare in occasione del dibattito sulla fiducia e che poi ha messo da parte su pressione dei dirigenti Pd. Ne pubblichiamo la parte finale)

“Vi sarete chiesti, onorevoli colleghi, le ragioni della mia voluta assenza alla manifestazione Di Piazza SsApostoli. Ma non fino al punto di sforzarvi di formulare una opinione a questo riguardo.
Voglio allora venirvi incontro; perchè ritengo che si tratti di ragioni non banali; al punto di rappresentare un punto di riferimento per la nostra azione futura e, in un certo senso, anche per la vostra.
Personalmente, ritengo di avere il senso del ridicolo: ma non c’è nemmeno il bisogno di esserne dotati per capire che il chiamarsi a raccolta per difendere la democrazia e Mattarella dal fascismo incombente mentre a poche centinaia di metri di distanza i rappresentanti dei futuri partigiani chiacchieravano amabilmente nei giardini del Quirinale con lo stesso Mattarella e con i sullodati fascisti in occasione della formazione del governo e della festa della repubblica era una roba che ci avrebbe seppellito sotto una gigantesca risata per gli anni a venire.
E mi fermo qui: perchè dietro la mia voluta assenza, c’era una valutazione politica di prospettiva.
In chiaro, ho sempre rifiutato e rifiuto la crociata antipopulista che ci viene continuamente proposta. Perchè io stesso ritengo di essere stato, insieme, un populista di lotta e di governo: di lotta, quando mi sono posto l’obbiettivo di rottamare non solo le istituzioni, le regole e le leggi della prima repubblica ( altri lo avevano fatto prima di me e senza suscitare particolari reazioni) ma le sue stesse classi dirigenti, a partire da quelle del mio campo; di governo, quando ho cercato di accompagnare le

riforme con misure di sostegno a favore di chi ne era coinvolto ( a cominciare con gli 80 euro). E anch’io ho inteso rivolgermi al popolo: il mio, però,- e qui ho sbagliato- era quello dei vincenti della globalizzazione ( tutta gente convinta di non dovere nulla nè alla politica nè al governo…).
Voi, invece, siete stati dei populisti di successo. e fate bene a continuare ad esserlo. A voi, dunque, i meriti per i risultati che otterrete; ma anche i terribili rischi che incontrerete sin da ora.
Vi metterete in ascolto del popolo e va benissimo ( lo farò anch’io durante il ciclo delle mie conferenze; stare lontano dall’Italia aiuta a capirla meglio). Però sappiate che questo popolo vuole due cose, non necessariamente in contrasto: un governo che si impegni per farlo vivere meglio; ma anche un governo che punisca i suoi “nemici” ( migranti, politici corrotti, evasori, le èlites europee e i loro rappresentanti italiani e via discorrendo). E sappiate che il discrimine al vostro interno ( che non è tra destra e sinistra o tra Lega e M5S) è tra quanti sono orientati verso il cambiamento della società e quanti vedono nella rottamazione giustizialista non solo la premessa per avviarlo ma anche la via d’uscita dalle loro difficiltà.
E qui attenzione, se non c’è tra di voi un elemento di sintesi politica, la bilancia tenderà fatalmente verso la quest’ultima soluzione. Cambiare le cose, cambiare l’Italia, cambiare l’Europa è difficile, assai difficile; prendersela con i corrotti, con Bruxelles o la Merkel,individuare l’immigrato come nemico, istituire lo spionaggio legalizzato vi garantirà facili quanto avvelenati consensi.
Io, voglio dire noi del Pd non vi stimiamo al punto di pensare che saprete resistere a questa tentazione; ma amiamo questo paese e il suo popolo al punto di aiutarvi in ogni modo a percorrere la strada di un cambiamento per quanto possibile razionale e condiviso.
Un impegno che il sottoscritto, a nome del Pd, si sente di assumere qui e ora; ed è in questo senso e solo in questo senso che le auguro ogni posibile successo.