UN PO’ DI #STORYTELLINGEFFICACE SULLA BELLEZZA DELLE SERE D’ESTATE A BOLOGNA

DI DANILO MASOTTI

Aveva cucinato per tutto il giorno, poi si era fatto la doccia.
L’estate era appena incominciata.
Che bello.
Lo attendevano tre mesi spensierati, tre mesi di caldo, tre mesi di sole, tre mesi di gara di karaoke col compagno Luciano, tre mesi di chitarra con o senza spaghetti, tre mesi di bonghi nelle piazze della città, tre mesi di visite all’amico Renato al carcere della Dozza, tre mesi a fare tuffi “bomba” nelle piscine della provincia, tre mesi in ciabatte e quando possibile a piedi nudi, tre mesi col climatizzatore a palla, tre mesi a bere molta acqua e a non uscire nelle ore più calde, tre mesi di cultura.
Si era asciugato i capelli col fon e aveva riempito lo zaino di tagliatelle, cotoletta alla bolognese, bolliti in puro stile “Bertino”, mascarpone, fetta di melone, prosciutto crudo e cocomera.
Erano le 19.33, Luciano non era ancora arrivato.
<<Ma quando arriva quel semo?>> pensò.
Alle 19.35 suona il campanello.
È Luciano.
Zaino in spalla, due sporte di roba da mangiare e la borsa frigo.
Si va.
L’autobus è pieno.
Fa caldo.
Bisogna resistere che ne vale la pena.
E finalmente Piazza Maggiore.
Si accaparrano i posti migliori.
<<Che bello il cinema in Piazza>> fa.
<<Oi>> dice Luciano.
<<Cosa danno stasera?>>
<<Boh>>
I due si tolgono le ciabatte e iniziano a mangiare e a bere, andranno avanti così per tutta la durata del film e come ogni anno Luciano sentenzierà <<Bello, però che due maroni Bergman>.
E giù a ridere, prontamente interrotti da quello che sui titoli di coda fa <<Shhhhhhhhhhh>>.
Va sempre a finire così.
Pazienza.
E domani si bissa con Herzog.
Ho dei peperoni buonissimi.