ADDIO A GINO SANTERCOLE, UNO DEI RAGAZZI DELLA VIA GLUCK

DI ANNA LISA MINUTILLO

E’ morto ieri Gino Santercole, cantautore, compositore, attore e chitarrista italiano. Un’altra perdita nel campo della composizione e della musica. Autore superbo, Santercole ha scritto le musiche di alcune canzoni che sono poi entrate nella storia della musica italiana: “Una carezza in un pugno”, “Svalutation”, “Straordinariamente”. “Aveva 77 anni , nato a Milano il 23 novembre del 1940, è stato stroncato da un infarto nella sua casa di via dei Due Ponti a Roma. Gino Santercole è figlio di Rosa, sorella di Adriano Celentano, che è quindi suo zio. A separarli erano solo due anni di differenza di età. Cresciuto come suo zio in via Gluck, nei pressi della stazione centrale di Milano. Una via diventata famosa per la canzone a lei dedicata. Santercole ha avuto un’infanzia difficile. La perdita del padre avvenuta quando era poco più che un bambino, lo ha portato a vivere per qualche anno in collegio. Tempi duri quelli , dove rimboccarsi le maniche per aiutare la famiglia era doveroso ed un’esigenza a cui non si poteva venire meno. Così   inizia a lavorare, svolgendo come suo zio, la professione di orologiaio. Aveva però nel cuore una grande passione
per la musica, in modo particolare per il rock and roll.  E’ per via di questa sua innata passione che ha imparato a suonare la chitarra come autodidatta nel poco tempo libero che gli restava a disposizione dopo la giornata lavorativa e l’aiuto in casa. Una vita, condotta  spesso all’ombra del Molleggiato, debutta nel mondo della musica, prima con i Rock Boys poi con i Ribelli. Insieme al Molleggiato, a Pilade, a Don Backy e Ricky Gianco fonda “Il clan Celentano”. Nel 1964 il suo debutto come cantante solista con “Attaccata al soffitto/Se vorrai”, e dello stesso anno il primo successo con “Stella d’argento”. Nel 1966 raggiunge un altro traguardo importante con  la partecipazione a Sanremo, dove presenta in abbinamento con lo zio “Il ragazzo della via Gluck”.
Bisogna attendere il 1968 quando Santercole vivrà  l’anno del boom: esce il singolo “Azzurro”, canzone scritta per il Molleggiato da Paolo Conte. Il lato B, di questo 45 giri che solitamente veniva considerato come un riempitivo, vede questo concetto cambiare radicalmente. Grazie a “Una carezza in un pugno”, il brano che lo occupa, scritta e cantata dalla calda voce di Celentano, diventa sempre più famoso ed apprezzato, fino ad arrivare a fare ombra alla canzone principale del disco.  Importanti le collaborazioni con Celentano, ma oltre a queste Santercole compone anche colonne sonore per alcuni film e intraprende la carriera di attore. L’intreccio di parentela con Adriano Celentano non si ferma all’originario legame di sangue. Negli anni Sessanta Gino sposa infatti Anna Mori, prima moglie di Gino Santercole nonché sorella di quella Claudia Mori moglie di Adriano Celentano. Anna diventerà madre dei due figli di Gino Santercole.
Dalla fine degli anni ’70 la vita di Santercole si scontra con la nera ombra della depressione. Il divorzio con sua moglie lo destabilizza al punto da farlo ricorrere ad anni di psicoterapia. Anni di silenzio in cui si allontana anche dalla coppia Celentano-Mori, che aveva significato molto per lui fino a quel momento.  Il lavoro svolto su se stesso, il ritrovato equilibrio ed una certa serenità,  fanno si che nel 1999 Gino sia pronto per affrontare il  gran ritorno televisivo. Importante per la sua vita la pacificazione con Celentano avvenuta in diretta tv dietro invito per partecipare  al suo “Francamente me ne infischio”.
Le cose cominciano a girare per il verso giusto, ed è in questi anni incontra Melù, attrice e cantante conosciuta proprio su un set cinematografico, alla quale riapre le porte del suo cuore e la sposa. Da questa unione nasce un figlio: Adriano
Con la seconda moglie il cantante, autore e attore ha aperto un ristorante. Un’avventura questa che accompagnerà per tredici anni la sua vita. Melù, architetto ed ottima cuoca, aveva fatto diventare questo luogo un locale speciale; infatti ebbe molto successo, permettendogli di cimentarsi con qualcosa di nuovo e di inaspettato.
Il suo ultimo lavoro da musicista porta la data del settembre 2014, il nome dell’album “Voglio essere me”. Un disco dove si “incontrano” il rock, il blues e ballate. Con l’album Voglio essere me Santercole aveva detto: “Oggi i ragazzi vogliono essere tutti come Vasco Rossi, io voglio essere me “. Per questo nell’album ha inserito diversi stili, tutti legati alle sue radici, quelle mai dimenticate e che tanto sono stati presenti nella sua vita artistica e personale. Nel disco c’era anche Cold Night Tonight da Yuppi Du e lo strumentale Il valzer di zio Amedeo, tenero sguardo all’infanzia milanese nella via Gluck.
È proprio come autore che Santercole dà il meglio di sé: Svalutation, Un bimbo sul leone, Straordinariamente e tante altre canzoni nascono dalla sua creativa e prolifica penna. Seguire le orme dello zio porterà Santercole a tuffarsi anche nel cinema, dove lavorerà con registi come Pietro Germi, Dino Risi, Giuliano Montaldo, Luigi Comencini, Luciano Salce, Mario Monicelli. Una famiglia di emigrati pugliesi e il cortile in cui ascoltava suo padre suonare una chitarra che si era costruito da solo. Lo zio Amedeo suonava il mandolino e sua madre cantava. Musica nata dalla semplicità, musica che conserverà il suo valore nel tempo, musica che regalerà emozioni ogni volta che ci appresteremo ad ascoltare facendo rivivere così Gino e l’amore per le parole e le note.