DA ERZORUM A DOGUBAYAZIT 300 KM DI PANORAMI MOZZAFIATO

DI EMILIO RADICE

Vabbè ci provo a descrivere un po’ la mia giornata, ma è quasi sicuro che mi addormento prima. Dunque, stamane via da Erzurum e mentre carico la moto sotto lo splendido hotel Ornek scopro che il motociclista solitario francese, Bmw 1200 gs, avvistato il giorno prima si è sistemato nell’hotel dopo e un altro solitario, italiano, Suzuki dr 650, nell’hotel prima. Siamo proprio solitari noi motociclisti solitari.
I trecento km circa fra Erzurum, Agri e Dogubayazit sono stati duretti, perché la strada è per lunghi tratti disastrata, oltre a superare un passo di 2300 metri. A volte sembrava bagnata invece era l’asfalto liquefatto dal sole. Se ne sentiva il puzzo acre e dolciastro. Mozzafiato i panorami, vasti, solenni, di quelli che ti fanno venire voglia di fermarti per ammirare il nulla, come accade nel deserto. E, qua e la, tracce di antiche fortezze, di ponti persiani, di strade che non portano più da nessuna parte, perdendosi in un mare verde cangiante, tempestato di fiori, la primavera dell’altopiano che non avevo mai visto. Un velluto.
Sacchetti di sabbia, mezzi blindati e armati di mitragliatrice, gendarmi coi fucili a pompa, militari col kalashnikov. Si vede e si sente che siamo in zona kurda. …. scusate, dormo, mi era cascato il telefonino in faccia. A poi