AQUARIUS, IL FALSO BUONISMO DELL’IPOCRISIA

DI CLAUDIA SABA

“Non abbiamo chiuso i porti. Abbiamo chiesto agli altri paesi europei di aprire i loro”
Lo ha detto questa sera il Ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli impegnato da ieri a risolvere la vicenda che ha visto coinvolta una nave battente bandiera britannica con a bordo 629 migranti.
Sono trascorse circa 72 ore da quando alla nave Aquarius è stato impedito di attraccare nei porti italiani ma, come riferito dallo stesso Toninelli, più precisamente è stato chiesto agli altri paesi europei di aprire i loro che, ricordiamo, erano stati chiusi ad ogni tipo di sbarco con migranti a bordo.
In queste ore trascorse nelle acque del mediterraneo tra Malta e l’Italia, non è mai stato fatto mancare nulla ai bambini, alle donne e a tutti coloro che viaggiano sulla nave.
La guardia costiera italiana è salita a bordo e ha provveduto a fornire loro tutta l’assistenza, alimentare e medica, di cui potessero aver bisogno.
Ore di tensione erano scattate quando ieri il Ministro dell’Interno Salvini aveva dichiarato di voler chiudere i porti italiani. Il nuovo governo, rappresentato in questo caso da Salvini e Toninelli, era stato da più parti attaccato con l’accusa di aver attentato alla sicurezza dei passeggeri già fiaccati dalla lunga traversata e di agire con assoluta crudeltà nei confronti di questi sfortunati esseri umani.
Ma in realtà i migranti non si sono mai venuti a trovare in situazione di pericolo.
Si è solo voluto, da parte dell’Italia, ribadire un concetto fondamentale: che un’Europa sana può nascere solo da una cooperazione tra tutti i popoli che la occupano.
Forse bisognerebbe smetterla di gridare addosso a chi sta cercando di regolamentare il flusso migratorio che, ricordiamo, fino ad oggi, ha portato alla morte di tante persone nel Mediterraneo, all’arricchimento smodato di chi del fenomeno ne ha tratto vantaggi economici, di chi ha lucrato sulla pelle di tanta povera gente.
Di chi li ha sfruttati e li sfrutta nei campi di lavoro.
Di chi poco rispetto ha fino ad ora avuto nei loro confronti.
Di chi li ha resi nuovamente schiavi.
Forse è il momento di guardare oltre il falso buonismo che i media ci hanno quasi imposto, con la scusa che fosse solo questa la strada giusta per salvare delle vite umane.
Forse è il momento che ogni paese europeo diventi consapevole delle proprie responsabilità.
E che non saremo noi a chiudere i nostri porti ai migranti, ma gli altri paesi a riaprire quelli che avevano già chiuso da tempo.
La nave con a bordo i 629 migranti ha intanto ricevuto l’autorizzazione allo sbarco da parte del governo spagnolo e sarà la nostra guardia costiera a guidarla, fra quattro giorni, verso la Spagna per assicurarsi che tutte le operazioni procedano in assoluta sicurezza.
Ricordiamo che la Spagna ha accolto in un anno 5 mila migranti, l’Italia 180 mila e la Grecia 860 mila.
Un dato certo è che oggi, per la prima volta, un Paese europeo si è assunto appieno le proprie responsabilità.