ALLA DERIVA CON MATTEO SALVINI UN’ITALIA PICCOLA, RAZZISTA E SENZA IDEE

DI CORRADINO MINEO

“Scartati”, ieri un tweet del cardinal Ravasi recitava “Ero straniero e non mi avete accolto”, dal vangelo secondo Matteo. La chiesa di Francesco ripudia i cattolici, con il rosario al collo come Salvini, ma una pietra al posto del cuore. Per forza. Fra le tre grandi religioni del libro, l’ebraismo racconta l’alleanza del “popolo” con Dio, l’Islam raccomanda la jihad, sforzo supremo non per convertire o conquistare le coscienze, ma per far trionfare Allah in terra. Gli “infedeli” paghino una tassa se vogliono mantenere il loro credo. Solo Gesù si propone come “Re” degli altri, degli esclusi, degli stranieri e dei profughi. Solo lui li riscatta, con il verbo.
Io, che non “credo”, ve la posso raccontare in altro modo. Nelle civiltà greche il nemico di ieri diventava l’alleato di domami, gli invasori Achei saranno i Greci all’assalto di Troia. Le grandi battaglie contro Dario e Serse non furono animate da un sentimento identitario, ma dalla volontà politica di difendere la polis dall’impero. In Palestina è diverso. Le invasioni sono quasi quotidiane. Lì nasce l’idea di un Dio per un Popolo, ma lì, quando il Popolo va patti con l’impero, un predicatore sfida la legge dell’impero e rimastica il logos greco per annunciare l’uguaglianza di tutti gli uomini -e primi siano gli ultimi- davanti alla legge di Dio.
Dunque i razzisti cattolici, quelli che “i migranti da noi sono sfruttati, perciò meglio che se ne stiano a casa loro”, quelli che “non c’entra la persecuzione degli ebrei, i migranti neri nessuno li vuole sterminare”, scoprono che la chiesa non li accetta più, non li perdona più. Come non perdona il mafioso o il politico corrotto! Buon cristiano, per carità, la domenica a messa, si mostra nell’atto di fare l’elemosina, ma pretende il perdono dei suoi peccati, contro gli ultimi, contro i deboli, senza pentimento alcuno, se non un atto di contrizione ad uso dell’altare.
Francesco Papa sa come il razzismo si sia accanito contro i profughi italiani, a New York o Buenos Aires, sa che la teoria della razza, o il “prima gli italiani”, rievocano idoli pagani. Sono un insulto al logos, direbbe Ratzinger. “Sonno della ragione che genera mostri”. Il mostro del nazismo, della guerra per affermare il diritto di un popolo a primeggiare, della Shoah.