AQUARIUS, ARRIVANO DA PARIGI E MADRID LE CRITICHE ALL’ ITALIA

DI ANNA LISA MINUTILLO

La situazione di Aquarius e delle 629 persone che si trovano a bordo non è ancora stata risolta, infatti cinquecento di questi saranno trasbordati su due navi italiane e condotti in Spagna. Il porto sicuro in cui attraccare è quello di Valencia, questo è quanto viene dichiarato da Sos Méditerranée. Ma gli echi sulle decisioni che sono state prese e sulle modalità con cui si sono attuate da parte dell’ Italia non si placano e non lo faranno velocemente, così come non lo faranno le discussioni che si sono accese in questi giorni a riguardo. Arrivano le prime critiche ma anche i primi affondi decisi da parte della Francia e della stessa Spagna. Tutti gli attori che ruotano intorno a questa incresciosa vicenda non hanno mancato di far conoscere il loro parere. Secondo Il ministro di Giustizia spagnolo: “L’Italia rischia responsabilità penali”. Madrid accoglierà i migranti dell’Aquarius, ma condanna l’Italia. «Non è questione di buonismo o generosità, ma di diritto umanitario. Ci possono essere responsabilità penali internazionali per la violazione dei trattati sui diritti umani».

Il ministro della Giustizia spagnola, Dolores Delgado aggiunge: «La situazione di queste 629 persone su un’imbarcazione al limite è critica» e la soluzione alla crisi migratoria «deve venire da tutti gli Stati, quelli che sono frontiera e quelli che non lo sono». E prosegue: «È questione di umanità ma anche di rispettare gli accordi e i trattati dei quali tutti gli Stati sono parte». Il partito del presidente francese Macron, non usa toni docili e fa notare quanto la “Posizione dell’Italia sia vomitevole”. Macron ha reso omaggio al coraggio della Spagna sul caso dell’Aquarius respinta dai porti italiani, questo secondo quanto riferito dal portavoce. Durante la riunione, ha aggiunto Griveaux, Macron ha tenuto a «ricordare il diritto marittimo», secondo cui in caso di problemi è «sempre la costa più vicina ad assumere la responsabilità dell’accoglienza». «Se una nave avesse la Francia come costa più vicina – ha spiegato – potrebbe attraccare» in Francia perché «questo è il diritto internazionale». Da ultimo arriva l’affondo della Ue che dichiara: ” La Migrazione mette in pericolo progetto europeo”. Il commissario europeo alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos si esprime così a riguardo: “L’incidente dell’Aquarius dimostra che il nostro lavoro non è finito e non lo sarà presto”. “Nessuno crede” che quanto accaduto con la Aquarius “sia solo una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E’ una responsabilità europea e richiede una risposta europea”. Risposte che si sono fatte “desiderare”, quasi come se il “problema” non esistesse e che assurdamente si sono “giocate” sulle vita di persone che meritano una considerazione differente.

I migranti raggiungeranno Valencia a bordo di navi italiane. È questo l’accordo raggiunto dopo che la Ong Sos Mediterranee aveva fatto presenti i rischi del viaggio dalle coste maltesi, dove si trova ancora la nave, alla città spagnola. Quattro donne incinte che si trovavano a bordo sono state portate ieri a Lampedusa. A Noto, nel Siracusano, sbarcati 53 migranti.
Il trasferimento a Valencia sarà assicurato «nelle condizioni di massima sicurezza possibile per le persone presenti a bordo», afferma la Guardia Costiera italiana sottolineando che «parte dei migranti» ora su Aquarius verranno trasferiti sulla nave Dattilo della Guardia Costiera e una nave della Marina Militare sulle quali saranno presenti medici dell’ordine di Malta e personale dell’Unicef per il supporto ai minori. Il tempo di navigazione per Valencia «è stimato in 4 giorni». Italia nel “mirino” quindi e non tardano ad arrivare le risposte da parte di Palazzo Chigi: “Da Spagna solidarietà, da Francia cinismo”
“Il governo italiano non ha mai abbandonato le quasi 700 persone a bordo dell’Aquarius. La nave è stata sin da subito affiancata da 2 motovedette che hanno offerto tutto il supporto necessario. Preso atto del rifiuto di Malta a collaborare e a permettere che le persone sbarcassero. Un gesto di aiuto inaspettato quasi quello offerto dalla Spagna. Gesto che non è arrivato dalla Francia, che ha più volte adottato politiche ben più rigide e ciniche in materia di accoglienza. Note di Palazzo Chigi e assurdo teatrino di responsabilità, nel mezzo una nave, con a bordo vite ma che deve ancora giungere a destinazione.
Promotore della chiusura dei porti in Italia il ministro dell’Interno Matteo Salvini che inevitabilmente con il suo slogan “Prima gli italiani”, non poteva aspettarsi qualcosa di diverso.
Queste le risposte alle critiche che gli sono state mosse, giunte su twitter:
“La Spagna ci vuole denunciare, la Francia dice che sono ‘vomitevole’. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: #primagliitaliani“.

Una gestione della politica migratoria che ha lasciato stupiti ma anche adirati cittadini e altre personalità del mondo della politica. L’ eurodeputata Bizzotto dichiara: “Non solo è finita la pacchia per gli immigrati clandestini falsi profughi, ma la pacchia è strafinita per chi, in giro per l’Europa, pensava di continuare a prendere a schiaffi l’Italia e gli italiani”.
Il vice premier Luigi di Maio prima di entrare alla Camera dopo il vertice a palazzo Chigi rilascia poche ma lapidarie parole per commentare quelle del presidente francese: “Proprio loro parlano”. Sono già 280 i migranti trasferiti dall’Aquarius alle due navi della Guardia Costiera e della Marina che accompagneranno la nave delle Ong in Spagna. Le operazioni procedono nella massima tranquillità e la situazione è sotto controllo, riferisce Alessandro Porro, membro di Sos Méditerranée a bordo. “Finalmente – aggiunge – dopo due giorni di stand by sta succedendo qualcosa”. Un braccio di ferro che vede l’ alzarsi dei toni, uno scaricare responsabilità mai prese o solo accennate e mentre i francesi quasi ogni giorno fanno respingimenti alla frontiera, oppure, come accaduto nei mesi scorsi, hanno invaso il territorio italiano per perquisire degli immigrati violando le leggi e la sovranità italiana, la Spagna compie un gesto di solidarietà, l’Italia si trova al centro di uno scenario non esaltante in cui tutti si sentono autorizzati a dire e pochi a fare, e spesso dimenticano che comunque si tratta di vite e non solo di prestigio politico né personale.