MILANO SCENDE IN PIAZZA AL GRIDO “APRIAMO I PORTI”

DI MONICA TRIGLIA

La Milano che non ci sta alla decisione del Governo di chiudere i porti italiani per non far attraccare la nave Aquarius di Sos Méditerranée e Medici senza Frontiere con 629 migranti a bordo è scesa in piazza martedì sera.

Oltre un migliaio le persone che hanno accolto l’invito lanciato da “Insieme senza muri” in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Milano: «La nave Aquarius naviga senza una meta con 629 persone a bordo, tra cui donne incinte e bambini. Il ministro degli interni Salvini, in violazione delle leggi del mare, del diritto internazionale e della semplice umanità ha dato disposizione di chiudere i porti italiani. Noi pensiamo che prima di qualunque negoziato venga la tutela della vita umana. Per questo chiediamo di aprire i porti, garantire il soccorso in mare, salvare le persone».

Con l’hashtag #Apriamoiporti, slogan come “Apriamo i porti, nessuna persona è illegale” e “Not in my name”, cartelli con le scritte “No Bossi-Fini, no Minniti-Orlando, apriamo i porti, nessuna persona è illegale”, i milanesi si sono ritrovati nel tardo pomeriggio in piazza della Scala, di fronte alla sede del Comune.

Tanta gente comune ma anche volti noti: il cantautore Roberto Vecchioni, il fondatore di Emergency Gino Strada, il presidente della fondazione Casa della carità don Virginio Colmegna, il giornalista Gad Lerner. Con loro i rappresentanti di diverse sigle sindacali, di associazioni come Arci Milano e Lombardia, I Sentinelli di Milano, Anpi e Acli. Molti i migranti presenti.

Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, con Roberto Vecchioni.

«Non si faccia l’errore di chiudersi nei confini della propria nazione» hanno detto i rappresentanti dell’Anpi. «Spaventa l’idea di una prova di forza tra Paesi d’approdo che si eserciti a scapito di esseri umani» hanno aggiunto quelli dell’Acli.

Roberto Vecchioni ha ricordato come occorra «manifestare per forza. Ogni volta che succede una cosa che è contro i principi fondamentali dell’umanità bisogna farsi vedere».

Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, ha detto che il ministro dell’Interno Matteo Salvini «fa campagna elettorale sulla pelle di bambini e ragazzini in mezzo al Mediterraneo. È una cosa indegna. E il Movimento 5 Stelle è diventato nei fatti l’organizzatore delle iniziative di Salvini». Poi ha aggiunto: «Credo che la manifestazione di oggi sia una risposta doverosa alla situazione sciagurata che stiamo vivendo. Siamo di fronte a un Governo che gioca sulla vita delle persone, a una nave in balia delle scelte di un Governo, a sbarchi che avvengono e altri che non si capisce se avverranno. Capisco che tutto questo possa portare voti ma sinceramente io preferisco mettere al centro il destino dei bambini che in questo momento sono in mezzo al Mediterraneo».

«La popolazione di Milano, fortemente inclusiva e attenta alle tematiche sociali e umanitarie, sta dimostrando ancora una volta forte attenzione ai valori fondanti dell’umanità» ha ricordato Luigi Garrone, presidente della Croce Rossa Italiana di Milano.

«La diplomazia deve essere esercitata in altri contesti e le necessarie decisioni istituzionali non possono oltraggiare donne, uomini e bambini in stato di bisogno, e creare un precedente inammissibile per un Paese come l’Italia e per l’Europa tutta».

Da Amnesty International circoscrizione Lombardia è arrivato un comunicato: «Siamo convinti che tutte le persone, senza distinzione alcuna, debbano godere di pari diritti e dignità. Crediamo nella solidarietà internazionale, nella protezione delle vittime delle violazioni. Siamo umani, fratelli di altri umani».