NON TUTTI I MIGRANTI SONO RIFUGIATI OCCHIO ALL’INGANNO

DI PAOLO DI MIZIO

Se vi imbattete nella tabella che trovate qui sotto o una tabella simile, che si vendono meglio delle noccioline americani sul social in questo clima arroventato dalle polemiche, sappiate che è uno specchietto per le allodole e che molto probabilmente coloro che l’hanno pubblicata vi stanno ingannando, per loro ignoranza o proprio con l’intenzione di ingannarvi.

Non perché la tabella in sé sia falsa: anzi, è autentica e la fonte è l’UNHCR (l’alto commissariato dell’ONU per i rifugiati). Ma perché la tabella è  fuorviante e in genere male interpretata: infatti si riferisce esclusivamente ai “rifugiati”, ossia coloro che hanno ottenuto lo status di “rifugiato politico” perché in fuga da guerre, persecuzioni ecc, secondo la definizione che ne dà l’ONU.

Il grafico non si riferisce affatto ai “migranti” in generale, i quali per la stragrande maggioranza (tipo 100 a 1) sono migranti economici. Vale a dire che si spostano volontariamente dal loro paese per sfuggire a una condizione di povertà.

È una cosa ben diversa dal rifugiato, che cerca di sottrarsi a una guerra o alla persecuzione politica da parte della polizia di un regime dittatoriale: gli esempi più consueti sono quelli di siriani che fuggono dalla guerra o eritrei perseguitati nel loro paese. Per questo molti africani, una volta arrivati in Italia, si dichiarano eritrei senza esserlo. Le indagini impiegheranno un lungo tempo prima di appurare che il soggetto non è eritreo.

Se non si tiene conto di queste distinzioni e si confonde (per errore o per malizia) tra rifugiati e migranti, si finisce per leggere fischi per fiaschi.

Non si spiegherebbe perché, per esempio, la Gran Bretagna – che è strapiena di immigrati extraeuropei per motivi storici legati al suo passato coloniale – risulta che abbia perfino meno immigrati dell’Italia, 1,8 ogni mille abitanti contro 2,4 dell’Italia. In realtà la GB rispetto all’Italia ha meno “rifugiati” ossia persone con lo status politico di rifugiati ufficialmente riconosciuto dalle autorità britanniche, ma ha una marea di immigrati, cioè di “migranti economici” come vengono definiti nel diritto internazionale.

E al contrario molti paesi che risultano avere un alto numero di “rifugiati” hanno in realtà un piccolo numero di migranti. L’Italia ha pochi “rifugiati” e molti “migranti”.

Non a caso il francese Macron, l’ultima volta che incontrò Renzi e il nostro allora capo del governo pose il tema dei migranti, rispose subito: “Ma quelli che avete voi non sono rifugiati [politici]. Sono tutti migranti economici”
La confusione
https://www.tpi.it/2018/06/11/rifugiati-italia-europa/

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