FRANCIA E SPAGNA INSULTANO L’ITALIA MA DA CHE PULPITI VENGONO LE PREDICHE

DI PAOLO DI MIZIO

Per la Francia l’Italia “è vomitevole”. Per la Spagna la vicenda della nave Aquarius “configura un reato penale” da parte dell’Italia. Benissimo. Vediamo da che pulpiti vengono le prediche.

La Francia
Parigi si era impegnata ad accogliere in tre anni 9.816 migranti provenienti dall’Italia, come sua quota di ripartizione all’interno dell’Unione europea. Invece in tre anni ne ha accolti soltanto 340 (dicasi 340!). Nel frattempo, ha sigillato militarmente i confini con l’Italia e dal 1° gennaio al 31 maggio ha respinto alla frontiera ben 10.249 migranti “comprese donne e bambini disabili” ha rivelato il ministro dell’interno Salvini oggi in parlamento. Non è vomitevole?

“La Francia faccia seguire i fatti alle parole: accolga domani mattina i 9.816 migranti che le spettano” ha detto Salvini.

Intanto l’Italia proprio oggi ha dato accoglienza ad altri 900 migranti approdati nel porto di Catania.

Nonostante questo, Parigi non porge le scuse e dunque, per la Francia, l’Italia rimane “vomitevole”, “cinica” e “immorale” per aver respinto i 629 a bordo della Aquarius. Ognuno giudichi da sé.

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La Spagna
Salvini ha ringraziato Madrid sarcasticamente “per il suo buon cuore” per aver accettato di accogliere i 629 a bordo della Aquarius. Ma ha ricordato che l’Italia ha accolto 170.000 migranti mentre la Spagna nella stessa frazione di tempo ne ha accolti solo 16.000. Madrid dunque “ha ancora posto” per ospitarne molte decine di migliaia, prima di uguagliare il tasso di solidarietà dell’Italia.

Il primo ministro spagnolo Sánchez ha affermato che l’Italia è “passibile di reati penali” per aver respinto i 629 dell’Aquarius.

Ma davvero? Allora che dire della Spagna? Madrid da due anni blocca con la flotta militare le acque del Mediterraneo occidentale davanti alle coste africane, e nel respingimento di gommoni e barconi ha provocato direttamente o indirettamente un numero imprecisato di morti per annegamento tra i migranti.

La Spagna ha anche eretto muri e barriere di filo spinato nell’enclave spagnola di Ceuta in territorio marocchino. Le barriere sono presidiate dall’esercito in armi.

Ma l’Italia è “colpevole di reati penali” secondo il primo ministro spagnolo Sànchez. Che gli manchi il senso del ridicolo?

Risultato
In sostanza possiamo riassumere la situazione così: con il blocco alla nave Acquarius, l’Italia ha scardinato gli equilibri europei e ribaltato il tavolo. Per la prima volta, nelle stanze dell’Unione, Roma è attore attivo e non passivo sulla questione dei flussi migratori. Detta l’agenda e non la subisce, come invece era accaduto con tutti i governi precedenti.

Bruxelles si è affrettata ad affermare che “non possiamo lasciare sola l’Italia, che ha fatto moltissimo in solidarietà ai migranti e per questo le dobbiamo essere grati”. Identiche parole vengono da Berlino, dalla Merkel e dal ministro dell’interno tedesco, il quale annuncia che vuole presentare alla UE una proposta congiunta di Germania e Italia sulla crisi dei flussi migratori.

Il premier austriaco Sebastian Kurz ha immediatamente aderito: “Dobbiamo decidere noi chi viene in Europa, non gli scafisti” ha detto. E ha annunciato un’alleanza Vienna-Berlino-Roma, alla quale si sono già unite l’Ungheria, la Polonia, la Slovacchia e la Slovenia. È più che probabile che sulla stessa posizione saranno Belgio, Olanda e altri Paesi.

La frattura tra Parigi è Roma è grave e non facilmente colmabile. Il nostro ministro dell’Economia Giovanni Tria oggi ha cancellato il suo incontro a Parigi con l’omologo ministro francese. Il capo del governo italiano Giuseppe Conte ha annunciato che, senza le scuse della Francia al popolo italiano, cancellerà la visita di Stato a Parigi prevista per venerdì. Ma Macron non si scusa. Anzi, insiste: “Non posso dare ragione a chi provoca”, ha detto oggi.

Dunque, se non cambieranno posizione, la Francia e la Spagna rischieranno di trovarsi isolate in Europa, a differenza dell’Italia che sta raccogliendo un folto gruppo di paesi attorno alle sue pozioni.

Nel frattempo a Bruxelles l’Italia ha posto una riserva sul finanziamento di 3 miliardi di euro alla Turchia che dovrebbe essere discusso nei prossimi giorni e pagato entro quest’anno dall’UE ad Ankara in cambio del blocco dei migranti siriani. Il governo di Roma chiede che somme analoghe o maggiori a quelle destinate alla Turchia vengano impiegate per il blocco delle correnti migratorie dall’Africa nel Mediterraneo centrale, la zona di interesse dell’Italia.

In altre parole, Roma agita implicitamente la minaccia di un veto sul pagamento alla Turchia. Il veto sarebbe fatale. Farebbe esplodere in pieno la crisi. La Turchia non verrebbe pagata per la sua opera di contenimento dei migranti e a quel punto, non più vincolata agli accordi, potrebbe aprire i propri confini ai 5,1 milioni di migranti che ospita sul suo territorio, una massa enorme, una bomba umana. In pochi giorni cinque milioni di migranti invaderebbero la rotta balcanica diretti principalmente in Germania. Si creerebbe una situazione senza precedenti in Europa, foriera di disastri epocali.

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