NE’ CON MACRON, NE’ CON SALVINI. E INTANTO PREPARIAMOCI ALLA ‘GUERRA CIVILE’

DI LUCIO GIORDANO

La storia va talmente veloce che, per una volta, è impossibile fare un discorso articolato ma al massimo si possono prendere appunti in ordine sparso.

MACRON.  In questa altra giornata da incubo per l’Italia sul fronte Aquarius, l’unico che non può parlare è il presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron. Ha forse dimenticato, il capo dell’Eliseo, la vergogna di Ventimiglia con i migranti ‘ingabbiati’ al confine con l’Italia, o quella ancora peggiore di Bordighera, con la migrante incinta inseguita dai gendarmi francesi in sconfinamento permanente ? Ecco, allora stia zitto e si vergogni, non ha nessun diritto di commentare le vicende dell’Aquarius. Sull’argomento profughi la Francia, da anni,  si volta puntualmente dall’altra parte e dalla guerra in Libia in poi, per difendere i propri interessi  ecomnomici, ha combinato solo disastri: all’Europa, all’Africa, al mondo.

MERKEL. la cancelliera tedesca ha ben chiaro che il suo momento migliore è alle spalle. Ora è sulla difensiva permanente, attaccata in patria dai neonazisti dell’Afd, incapace di concertare un piano di azione con gli alleati del nord Europa. In pratica sta miseramente perdendo la guerra per il predominio economico del vecchio continente. E’ come Hitler nel bunker di Berlino, mentre tutto le crolla addosso.

UNIONE EUROPEA. E’ allo sbando. Senza una strategia comune, insultata da tutti i popoli del vecchio continente. Gli euroburocrati di Bruxelles sembrano imbalsamati. Certo, hanno perso la protervia con la quale decretarono la morte della Grecia nel 2015 e ormai giocano allo scaricabarile, come dei bambini dispettosi. Ognun per sè e Dio per tutti, sembra diventato il loro motto. Se al vertice europeo di fine giugno non si troverà una strategia comune per cambiarla alla radice, l’Europa è finita. Per la gioia di Cina , Russia, Stati Uniti e del circo Barnum che ruota attorno al  nuovo potere che  l’elite di banche e finanza internazionale sta provando ad instaurare. Perchè qua nessuno è fesso e tutti hanno capito. Stanchi dei neo conservatori liberisti,  i poteri forti ora puntano sui populisti, sui sovranisti. Ma tra Salvini e Merkel, tra Macron e Trump, tra Orban e la May non c’è nessuna differenza. Sono, come ripetiamo da mesi, due facce della stessa medaglia. Tifare per gli uni o per gli altri è semplicemente folle. Appartengono al più feroce capitalismo degli ultimi 30 anni: quello che ha distrutto l’esistenza di centinaia di milioni di persone. Insomma, uno schifo. Da idioti dire che Salvini, Putin , Trump o La çe pen sono diversi. Sono assolutamente identici agli altri. Odiano solo un poco di più.

SALVINI. il giocatore di poker continua a non sbagliare mosse: ma fino a quando? Intanto preghi Dio che nessun migrante dell’Aquarius muoia fino all’arrivo a VAlencia. Altrimenti avrà tutti contro:  dall’Europa alla volubile opinione pubblica. Renzi lo sa bene cosa voglia dire volubilità dell’opinione pubblica: in soli tre anni ha dimezzato i voti del Pd. Salvini avvisato, mezzo salvato..Steve Bannon, l’estremista di destra artefice della campagna elettorale di Trump, che secondo molti  sta consigliando passo passo il segretario della Lega nord, non ha tenuto in effetti in considerazione molte variabili, che potrebbero far crollare il partito di Salvini in una manciata di settimane.  Sappiamo bene quali sono, ma certamente non faremo il favore di dirlo  ad un essere così spregiudicato come Bannon. Nel frattempo sarebbe il caso che Salvini la smettesse di presentarsi in pubblico con il vangelo in mano o il rosario tra le dita. Invocare Dio dopo aver giocato sulla pelle di 629 migranti solo per fini politici, elettorali e di leadership è semplicemente scandaloso.

ITALIANI. quello che sta avvenendo nella testa dei nostri connazionali è  sconvolgente. La violenza verbale, che ricorda senza mezzi termini l’inizio nefasto del ventennio fascista, da parte di un manipolo di leghisti  e dei  loro fiancheggiatori  è ripugnante. Non siamo razzisti, dicono in coro. Invece, sono peggio che razzisti. Sono dei senza Dio. Insultano, minacciano, odiano. In questa maledetta estate 2018 stiamo vedendo il peggio del peggio. Da vergognarsi di essere italiani.  Gli anti leghisti stanno però  iniziando a rispondere per le rime e se continua di questo passo ci avviciniamo a grandi passi alla seconda ‘guerra civile’. Stavolta per scatenarla non ci sarà nemmeno bisogno di una guerra, come capitò sotto la dittatura fascista. Ovvio, Salvini avrebbe l’opportunità di placare gli animi. Sarebbe un gesto saggio, il suo. Ma, come ha dimostrato finora in tutte le occasioni, a lui non interessa un’emerita sega degli italiani. A lui sta a cuore solo  il potere, l’esposizione mediatica che lo fa diventare  sempre più leader dell’estrema destra italiana. A naso finirà per schiantarsi contro un muro entro un anno. Per il momento, comunque,  è il vero presidente del consiglio.  Si è mangiato Forza Italia e la Meloni, rubando anche i loro voti, si mangerà  a breve anche i 5 stelle.

BERLUSCONI. troppo silenzio sospetto. O l’ex cavaliere sta mandando avanti l’alleato Salvini per fargli fare il lavoro sporco  e poi dargli uno strattone al momento opportuno ricacciandolo indietro e prendersi di nuovo  la presidenza del consiglio, oppure sta soffrendo l’avanzata estremista del segretario della Lega nord e medita vendetta. Salvini questo lo sa bene e da qualche tempo è nervosissimo, nonostante gli apparenti successi. Il metodo Boffo è un metodo molto efficace. Chiedere a Gianfranco Fini. Così, anche l’attuale ministro dell’interno, potrebbe fare presto la stessa fine del leader di An: missing

5 STELLE. ormai è chiaro che pur con il doppio dei voti, DI Maio è in profonda crisi: segue come un cane al guinzaglio la politica di Salvini senza mai avere un sussulto d’orgoglio. Con il 32 per cento dei voti al posto suo in molti farebbero la voce grossa. Lui  invece sembra un agnellino. Si’, il m5s rischia di essere fagocitato dalla Lega. Rischia di sciogliersi come neve al sole. Per salvarsi dalla fine improvvisa ha ormai  solo poche strade: marcare nettamente la differenza ideologica con i razzisti della Lega, aprire subito e  prima che sia troppo  tardi, una crisi di governo, per andare ad elezioni immediate. Perchè tanto le riforme auspicate non si faranno per almeno due anni  e le uniche a costo zero sono quelle della lega sui migranti e sulla legittima difesa. La pace fiscale e la flat tax? Una grande presa per il culo leghista. Ma in fondo al giocatore di poker interessa solo diventare premier. Del governo del cambiamento se ne fotte. Perciò, se i 5 stelle non saranno tempestivi hanno un solo un modo per non annegare: una scissione. Da una parte il movimento degli esordi, vicino ai deboli e agli italiani che soffrono, dall’altra i vertici con un manipolo di supporters pronti a confluire nella lega nord.

PD. Quante volte dovrà battersi il petto MAtteo Renzi?. Con quella sciagurata uscita da Fazio, ha regalato l’Italia all’estrema destra, rinunciando al vero governo del cambiamento con i 5 stelle. E ora sono cazzi. Il Paese ha i nervi a fior di pelle, il clima è davvero da guerra civile. Servirebbe qualcuno capace di tornare a far politica saggiamente. Ma, all’orizzonte, al momento  non si vede nessuno.