NUOVO STADIO ROMA: AGLI ARRESTI POLITICI E IMPRENDITORI PER CORRUZIONE

DI CHIARA FARIGU

“Lo Stadio di Tor di Valle si avvicina” scriveva, ieri, con una punta di soddisfazione la sindaca Raggi in un post sul suo profilo Facebook, chiarendo che erano pronte le risposte alle 31 ‘osservazioni’ relative alla variante al Piano Regolatore.

Dopo meno di 24 ore da quell’ annuncio, il caos.

Con l’accusa di corruzione, sono scattate, stamattina all’alba, le manette per nove persone, in seguito all’operazione denominata ‘Rinascimento” coordinata dalla Procura di Roma. Per sei degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per gli altri tre, gli arresti domiciliari. Per tutti l’accusa sarebbe di condotte corruttive e di una serie indeterminata di reati contro la Pubblica Amministrazione. A cadere nelle rete degli inquirenti, anche nomi eccellenti: il costruttore Luca Parnasi, il presidente dell’Acea Luca Lanzalone, il vice presidente del Consiglio Regionale Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale Michele Civita del Pd. Tra gli indagati anche Ferrara, capogruppo del M5s.

“Chi ha sbagliato pagherà, noi siamo dalla parte della legalità. Aspettiamo di vedere le carte. Se è tutto regolare, spero che il progetto Stadio possa andare avanti”, ha commentato la sindaca alla notizie degli arresti odierni.

Il progetto, vale la pena ricordarlo, fu oggetto di un duro scontro tra la giunta capitolina e il club giallorosso per vie delle cubature previste che, in sede di approvazione definitiva della delibera, furono drasticamente ridotte se non quasi dimezzate, puntando per la costruzione su materiali e tecniche d’avanguardia a basso impatto ambientale e con elevati standard energetici. Salutato da tutti come “opera di interesse pubblico”, lo Stadio dovrebbe vedere la luce nel 2020. Sempre che, alla luce dei fatti odierni, i lavori non subiscano pesanti ritardi o, peggio ancora, uno stop definitivo.

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