PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN IMPEACHMENT. TELENOVELA POLITICA

DI FLAVIA FRATELLO

Quella mattina le cucine del Palazzo erano tutte un chiacchiericcio.
Stavano arrivando i nuovi assunti, chiamati a dare una mano che fra case al mare, dependance e ville in campagna non ci se la faceva a stargli dietro. Il giovinotto burbanzoso e la ragazzotta determinata hanno fatto le cose in grande borbottò la guardarobiera a cui toccava preparare ben 45 nuove divise.
Ma conosci qualcuno, che sappiamo di loro, è vero che c’è anche un tipo un po’ strambetto?
I paggi e gli aiuto cuochi spettegolavano dandosi di gomito.
Si, si, c’è, rispose serio serio il maggiordomo, ma giustamente lo hanno preso per allietare le serate con gli amici, suggerire battute, che mica si può davvero pensare che affidino incarichi delicati ad uno con la testa nella luna. Fra le nuvole si dice. No, no, proprio la luna disse con aria mesta il maggiordomo, so quel che dico.
E gli altri, gli altri chi sono?
Bhe, ce ne sono un paio che non potrei definire esattamente dei gentiluomini, diciamo che hanno la fedina penale non proprio immacolata, ma del resto chi siamo noi per giudicare. E poi?
E poi, fammi pensare…. ah si, bhe, il padrone ha voluto con se due suoi amici stretti stretti, secondo me ne combineranno delle belle quei tre insieme.
E perchè, la signora no? La cameriera particolare della ragazzotta determinata era verde di rabbia. Non avrebbe dovuto dire nulla, ma si vedeva che non riusciva proprio a tenersela. Si è portata il protegèe a casa si è portata, altro che gli amici di scorribande!
Noo, davvero, fu il coro finto scandalizzato di sguattere e stiratrici. Che già si vedevano però a dover cambiare di corsa lenzuola e biancheria, per non lasciare tracce in giro.