IN MARE COME NELL’ARENA

DI MARIO RIGLI

Questa foto fa male. Dimostra il livello a cui è giunto l’uomo (volutamente senza maiuscola).
Davanti a lui una Bestia (volutamente con la maiuscola), gli occhi che chiedono pietà per un gioco crudele che l’ha prostrata, che gli prende la vita, la lingua fuori piena di sangue che succhia aria inservibile per i polmoni ormai allagati di morte. Ma forse è rinuncia, non è chiedere pietà, è supplicarel’ultima stilettata che porti la pace. Dall’altra parte occhi e labbra atteggiate in una smorfia di vendetta, dove non può esistere vendetta. Il gioco lo impone, ma il gioco non può mai avere come posta la vita.
Questo è l’uomo, questo è anche l’Uomo e la sua smorfia, le sue labbra i suoi occhi sono atteggiati nello stesso modo davanti ad altri uomini.
Che Dio ci perdoni!