DIRE ‘CHI SBAGLIA PAGA’ NON BASTA. NON PER CHI SBAGLIA CORROMPENDO

DI MICHELE PIZZOLATO

Di fronte a casi pesanti di corruzione non ce la si può cavare dicendo: “chi sbaglia paga”. Questo lo dicono tutti: PD, FI, Lega. Non basta affatto. Tutti ci aspettiamo da una nuova politica almeno due cose:

– immediata approvazione di legislazione severissima anticorruzione: intercettazioni senza vincoli contro la corruzione, nessun bavaglio alla pubblicazione di intercettazioni, agente provocatore, legislazione premiale per i dissociati che confessino, carcere e inasprimento di pena (i responsabili devono passare anni veri in carcere vero), via la prescrizione, possibilità di aumento della pena al secondo grado. Questo per chi sbaglia corrompendo o facendosi corrompere… ma non basta…

– immediato avvio di indagine interna a partiti e movimenti sui responsabili politici delle nomine di soggetti indagati per corruzione o nei confronti dei quali emergano intercettazioni eufemisticamente inappropriate (ne stiamo leggendo moltissime). Allontanamento immediato dalla politica, dal partito-movimento, dei responsabili politici di queste nomine: la politica è servizio, non mestiere. Quindi nessun problema ad allontanare chi ha sbagliato nomine. Per quanto doloroso possa essere.

La politica diversa si vede da questo. Da come mette in essere TUTTI gli strumenti per limitare e idealmente eliminare le occasioni di corruzione. Dire “chi sbaglia paga” non serve a nulla.