DE MAGISTRIS: DI MAIO HA FATTO IL GRANDE INGANNO, SERVE ORMAI GUARDARE AVANTI

DI LUCA SOLDI

 

Il sindaco di Napoli non lo manda certo a dire dietro, c’era una grande aspettativa, ma già trascorsi pochi giorni dalla nascita del primo governo con la presenza dei Cinquestelle, emergono le delusioni. Parla a ruota libera il sindaco di Napoli, nel corso di una intervista diffusa in queste ore «Lo vedi quello? È un sasso che mi ha regalato un amico quando sono stato eletto sindaco per la prima volta: sopra c’è scritto “Un sasso per scassare, un sasso per ricostruire” Qui bisogna rompere tutto e ricostruire daccapo».

La sua è ormai una poche voci autorevoli in circolazione nel panorama nazionale, forte del 70% dei voti, raccolti a due ballottaggi, con una coalizione di sinistra alternativa al Partito Democratico, riesce ancora adesso, pur essendo alla guida di una metropoli complessa, ad avere uno sguardo attento ai fatti nazionali. Ai nostri giorni, fra macerie successive alle elezioni del 4 marzo, De Magistris è uno dei primi nomi a scendere in campo nell’agone nazionale, proponendosi assieme al suo movimento Democrazia e Autonomia come leader e federatore di una nuova alternativa di sinistra da contrapporre «al governo di Salvini, il più a destra dal ’45 a oggi».

La sua Napoli, malgrado non sia tutto rose e fiori, ha riscoperto la voglia del fare, puntando sulla “bellezza” e sulla rivalutazione di una cultura che si apre ai vicoli ed ai quartieri piuttosto che solo ai salotti. Può sembrare marginale ma in realtà il dato importante è sapere che Napoli è stata, negli ultimi tre anni palcoscenico per oltre 500 set cinematografici negli ultimi tre anni.

Oggi Napoli è una delle realtà italiane prime per crescita di turismo culturale, per lo sviluppo di startup innovative, con un’esplosione di talenti straordinari nella città. In un Paese di vecchi è la città più giovane d’Europa dove tanti cervelli non solo non se ne vanno, ma addirittura tornano a casa. Dove le avanguardie delle speranze innovative trovano risposta alle loro voglie di emergere.

Tutti sentieri che hanno dato risposte positive anche in termini politici e che consentono di essere considerate con attenzione per un’attenta risposta al clima di deriva di questi tempi. Il sindaco di Napoli è consapevole del fatto che le sofferenze della città non sono finite: “Siamo qua da sette anni e abbiamo ancora un mare di cose da fare”. Parlando a pieno titolo, Luigi De Magistris però riassume il racconto di una Napoli che ha rotto il legame storico col sud lamentoso, con la spesa pubblica parassitaria e clientelare che tiene sotto scacco il Mezzogiorno: “E quando spezzi quel legame apri spazio, respiri ossigeno democratico e risorse pubbliche, perché quelle poche che ci sono le destini dove serve davvero. Che questa lotta senza quartiere a corruzione e mafie venga da Napoli è un segnale importante per il Paese. E non è un caso che la Lega ha avuto il suo risultato peggiore proprio qua a Napoli. O che i Cinque Stelle sono andati malissimo, quando si sono presentati contro di noi alle comunali”. Per Luigi De Magistris, Di Maio è già adesso un traditore del voto malgrado senta un grande rispetto per tutti i voti ai Cinque Stelle e soprattutto per quelli raccolti al Sud. Ma la risposta a quel voto puro, di rottura è passata a diventare un “grande inganno”. Lasciarsi avvolgere dall’abbraccio di Salvini poteva certo consentire di liberarsi in un colpo solo di Renzi e Berlusconi un prezzo ch’è stato pagato ben volentieri. Ma Di Maio, riassumendo il pensiero del sindaco di Napoli, ha fatto il governo del cambiamento con la forza più antimeridionalista che c’è, alla faccia di tutti i voti presi al Sud. Ed anche alla faccia di chi avrebbe spergiurato la lontananza assoluta verso proprio verso Berlusconi. Il prezzo di tutto ciò, il prezzo del potere, non potrà essere che la perdita di consenso, sottolinea De Magistris nel suo ragionamento. Di Maio prima o poi dovrà delle spiegazioni a qualcuno. Per De Magistris non si può di sicuro passare sopra gli “errori”, ama ricordare la questione acqua pubblica che Napoli ha messo in atto, subito, concretamente, mentre “loro” parlano dalla fondazione, mentre a Roma e Torino, ancora oggi, l’acqua la gestiscono ancora i privati. Mentre il presidente di Acea, la società che gestisce il servizio idrico della capitale, messo lì apposta dai Cinque Stelle, è appena stato arrestato.

E per il sindaco di Napoli: “E quando tradisci sulla moralità, sulla coerenza e sull’etica gli italiani non te lo perdonano. Guarda che quel che sta succedendo a Roma in queste ore, attorno alla vicenda del nuovo stadio, dove i Cinque Stelle mostrano di essere un pezzo del sistema, come tutti gli altri. L’onestà non è fatta solo di proclami e dichiarazioni d’intenti. Io credo che qua a Napoli le cose vadano bene, nonostante i mille problemi, perché la gente ha capito che io non ho tradito”.

Insomma una delusione che si aggiunge alla preoccupazione per quell’alleato dei grillini, come Salvini che ne consumerà la linfa vitale ed il consenso popolare.

Proprio lui il ministro dell’interno, di cui De Magistris ebbe a dire, in tempi non sospetti , ai propri collaboratori: “Quel ragazzo appena nominato leader per caso, nel giro di qualche anno, sarebbe diventato il leader del centrodestra. Non mi sbagliavo, effettivamente. Ed ebbi a dire anche qualora avessimo deciso di passare sul campo nazionale, il nostro avversario sarebbe stato Salvini”.

Quel Salvini che vuole alimentare le paure e montare muri da difendere poi con le armi da fuoco nelle mani dei singoli cittadini. Non è certo questa l’aspettativa ad una società migliore.

De Magistris naturalmente riconosce la bravura di Salvini nel rivoltare le frittate, a puntare sull’invasione dei migranti e poi nel dire: non vogliamo mettere a rischio vite umane, ma non vogliamo che l’Italia diventi un campo profughi. Per De Magistris “Sono due affermazioni false: se tu vuoi salvare vite umane, le salvi, non chiudi i porti. E ancora, nessuno vuole che l’Italia diventi una campo profughi”.

Un compito arduo quello di trovarsi a contrastare adesso Salvini. Ma De Magistris, si sente forte, carico, proprio grazie agli stimoli che gli arrivano dalla sua Napoli:”È una città che è passata dalla depressione all’energia, dalla rabbia alla partecipazione popolare, dai cittadini disillusi ai cittadini che curano il loro territorio. Puoi passare anni a migliorare tante piccole cose materiali, ma solo se cambi il sentimento hai fatto la rivoluzione. Perché poi quel sentimento ti aiuterà a cambiare le cose ancora di più e meglio”.