IL GOVERNO GIALLO-NERO E’ ALL’ULTIMO STADIO

DI LUCIO GIORDANO

Davvero qualcuno pensava che questo governo giallo nero sarebbe durato a lungo? Illuso. Se infatti la bufera del nuovo stadio della Roma non si dovesse placare e dovesse anzi gonfiare le vele dello scandalo, allora non ci sarebbe nessuna speranza di arrivare  per conte oltre la fine di quest’anno. Logorato dal sistema Parnasi – Lanzalone , come gia viene definito da piu parti e da come  raccontano le intercettazioni, travolto dalle presenze scomode di Di Maio e Giorgetti ( in pratica Salvini, visto che è il braccio destro del segretario della lega nord), l’esecutivo giallo- nero non avrebbe nessuna speranza di proseguire la sua corsa. Sarebbe paradossale. Fermato dalla corruzione che i 5 stelle avevano denunciato per cinque anni all’opposizione. Attenzione , c’è da pregare  che il bubbone sul quale  la magistratura sta indagando e in cui sono coinvolti  anche esponenti di Forza Italia e Pd, non scoppi, perchè stavolta travolgerebbe  tutte le principali quattro forze politiche dell’arco costituzionale. E la cosa sarebbe gravissima. Vorrebbe dire ricostruire la politica nazionale, azzerando Lega, 5 stelle, Pd, Forza Italia. Un disastro, insomma.

Le altre due forze in parlamento vivono invece opposti destini. Leu non sembrerebbe toccato dall’indagine, e nemmeno esponenti di Fratelli d’Italia lo sarebbero. Ma il problema per quanto riguarda il partito del segretario Giorgia Meloni non si pone. Fdi è stato ormai fagocitato dalla Lega Nord e presentandosi a nuove  elezioni porterebbe a casa numeri da prefisso telefonico: 0,6 al massimo 0.9. Niente. Quel 4 per cento andrebbe alla lega come l 1 per cento di casapound e forza nuova. Voto utile, lo chiamano e lega al 22 per cento.

Salvini, dunque, ha poco da esultare. E’ vero, in queste due settimane da incubo, il vero premier è lui. Con mosse precise ha spazzato via i 5 stelle, ma sono tanti, troppo gli errori strategici del segretario della Lega. Pagherà dazio, senza ombra di dubbio. Perchè non basta fare della propaganda per fare politica. In questo, per carità, Salvini è stato finora bravissimo. O meglio pare sia stato bravissimo, quello che secondo molti è il suo stratega: l’estremista di destra e neonazista americano Steve Bannon. Ma quanto potrà durare questo polverone che quotidianamente alza Salvini  h 24 per fare fessi gli italiani? Decisamente poco. Ormai appare a tutti evidente che Salvini di statista non ha nulla. E’ un ottimo giocatore di poker, questo è vero, ma anche i migliori giocatori di poker dai e dai alla fine puntano l’intera posta con una coppia di sette e si scontrano con chi magari si porta a casa il piatto con un poker d’assi. Basta solo attendere. Anche perchè giorno dopo giorno le mosse di Salvini si fanno sempre più scoperte, evidenti, scontate. L ultima ancora oggi sulle ONG che rispondendo al segretario della lega nord gli hanno dato senza mezzi termini del fascista. Si capisce già dalla prima riga dei post quotidiani  sulla sua pagina facebook ( capita anche , ahinoi, che un ministro della repubblica, si trastulli e faccia politica in questo modo, purtroppo), cosa dirà e come agirà l’ex concorrente del pranzo è servito. E finora i polveroni alzati hanno portato i rumorosi ma non troppo numerosi supporters di Salvini a fare la ola tutti i dì. Ma poi, concentrandosi bene sulle strategie, si capisce quali e quanti siano gli errori del segretario del carroccio. Migranti, contante libero , polizia, corruzione, tutto il programma di Berlusconi in poche e veloci mosse, insomma. All’inzio Salvini spiazza, Poi si spezza. E dai e dai anche lui finirà per capire che l’appeal dei primi giorni evaporerà sempre più rapidamente.  Fateci caso: l”onda montante è già all’apice della curva. Ora non potrà che scendere. Fine dei giochi.

Anche perchè il Movimento cinque stelle non potrà stare a lungo a guardare il frenetico attivismo dell’alleato di governo giallo- nero. I cinque stelle, per quanto di buono hanno fatto negli anni delle loro opposizione in parlamento, non possono suicidarsi in questo modo. Dovranno reagire, prendere le distanze, mettere in discussione il giovane Di Maio per puntare a tornare al movimento degli esordi. Se non lo facessero, farebbero la fine dell’UOmo qualunque di Giannini. Un partito del dopoguerra, per chi non lo sapesse. Salvini è partito a razzo al pronti via, Di Maio è rimasto ai blocchi di partenza.  E’ chiaro che la scoppola non poteva essere digerita a lungo dalla base, che infatti da giorni rumoreggia. Protesta sull’ etica perduta del movimento un secondo dopo aver occupato le poltrone, protesta per essersi asfaltati sulle posizioni xenofobe di Salvini in un movimento che fino a pochi mesi fa la componente di sinistra era maggioritaria.

Ora non più. Perchè vanno bene le riforme a costo zero di Salvini su legittima difesa e migranti. Ma chi ha votato cinque stelle pretende ben altro che tutte le chiacchiere e  distintivo dell’alleato leghista. Chi ha votato i grillini chiede lotta alla corruzione, alla disuguaglianza sociale, al precariato. Chiede investimenti e guerra senza quartiere alla grande evasione fiscale. Chiede il benessere dei cittadini non l odio sociale e  le riforme che se mai arriveranno finiranno per privilegiare come sempee il mondo della finanza, cioe quel mondo a cui salvini appartiene anche se ad un primo impatto non sembra. Mai accontentarsi insomma di impressionk superfiali, prima di giudicare.

A questo punto è chiaro che se Di Maio si adagiasse ogni giorno di più sulle posizioni di Salvini, per restare in pista, ai 5 stelle non resterebbe che la scissione. Perchè, e questa è una notizia per i 5 stelle , destra e sinistra sono categorie più attuali che mai e mai come ora il movimento è spaccato in due su queste posizioni, Nonostante il tentativo di molti aficianados di negare che ci siano problemi all’interno del partito. No, non va bene niente, madama la marchesa, e dispiace che un movimento come i 5 stelle che tanto ha dato alla politica italiana in questi anni, rischi di sciogliersi come neve al sole se non fosse capace di marcare la differenza con l altro partito governo. Non abbia paura delle urne il movimento. Ha ancora la possibilità di prendere le distanze dal suo scomodo alleato. Sempre che lo voglia, sia chiaro.

  • Poi, una volta al voto, tranquilli: Salvini tornerà con il suo alleato Berlusconi ma, colpo di scena, sarà Silvio o sua figlia MArina a guidare la truppa della destra radicale. L’ex cavaliere è tutt’altro che finito. Si sta solo mangiando i pop corn dietro le quinte, facendo fare  il lavoro sporco al suo alleato. Poi al momento opportuno sbucherà di nuovo. E di Salvini non resterà altro che la barba.