AQUARIUS: SORPRESA, LA SPAGNA LI INVITA MA TRA UN MESE LI ESPELLE

DI PAOLO DI MIZIO

Sorpresa. Dopo aver fatto il bel gesto di invitare in Spagna la nave Aquarius con il suo dolente carico umano di 629 africani, il governo di Madrid ora fa i conti con la realtà, nelle stesse ore in cui a Valencia si svolge lo sbarco, che è iniziato questa mattina e durerà tutta la giornata di oggi.

Il governo spagnolo ha approntato misure straordinarie di accoglienza, con grande dispiego di medici, ambulanze, interpreti, mediatori culturali, strutture, luoghi di alloggio, ecc. Ma ha fatto sapere che tutti coloro che non saranno in grado di chiedere asilo politico (essendo in fuga da guerre, rivoluzioni, regimi dittatoriali, ecc.), entro un mese saranno chiusi nei CIE (centri di identificazione ed espulsione) e subito dopo espulsi in quanto immigrati clandestini.

Avete letto bene: invitati in Spagna con le fanfare e in pompa magna, sotto gli occhi di tutta l’Europa, ma solo per essere espulsi tra un mese.

Alcune ONG hanno protestato affermando che gli ospiti della Aquarius non sono immigrati clandestini ma sono stati ufficialmente invitati dal governo, il che modifica il loro status e ne fa degli ospiti ufficiali del Paese.

Giustissimo. Il governo ha allora rapidamente cambiato strategia, ma come tutti i governi cinici e bari ha modificato solo la forma, lasciando immutata la sostanza. Quindi ha annunciato che quanti non potranno legittimamente chiedere lo status di rifugiato politico otterranno un “permesso straordinario” (già previsto dalla legge).

Ma come dicevamo, se non è zuppa, è pan bagnato: infatti il “permesso straordinario” guarda caso vale solo per un mese. Scaduto il mese, per i poveri disgraziati scatterà l’internamento nei CIE e subito dopo l’espulsione.

La Spagna rischia di coprirsi di ridicolo. Chissà se i critici (italiani e stranieri) del governo italiano che nei giorni scorsi hanno inneggiato al premier spagnolo Sànchez, ora gli diranno che è “vomitevole”, “cinico” e “irresponsabile” come è stato detto del governo di Roma, o se invece faranno finta di niente e fischiettando si gireranno dall’altra parte, allontanandosi con le mani in tasca. Rimaniamo in divertita attesa.