COLOMBIA: SECONDO TURNO ELETTORALE TRA VOGLIA DI PACE E VENDETTA E CALCIO

DI ANTONIO NAZZARO (nostro corrispondente da Bogotà)

Oggi si svolgerà la seconda votazione per eleggere il presidente della Colombia dopo che al primo turno nessuno dei candidati ha raggiunto la maggioranza dei voti. I contendenti rimasti in campo sono per il centro destra Ivan Duque e per la sinistra Gustavo Petro.
Secondo le inchieste dei vari mezzi d’informazione il vincitore dovrebbe essere il candidato della destra già delfino dell’ex presidente Alvaro Uribe. Nonostante Ivan Duque si sia preoccupato di smentire di essere “figlio” dell’uribismo i suoi legami con l’ex presidente sono evidenti.
La sinistra colombiana sta cercando in tutti i modi di togliersi di dosso l’immagine del crollo dei governi “socialisti” dei paesi vicini, in primis il Venezuela del presidente Maduro ma anche del Nicaragua e della Bolivia dove la crisi economica, le proteste sociali e la repressione sono all’ordine del giorno. In questo senso è notevole il decalogo presentato in questi giorni da Petro dove assicura: “Non farò espropriazioni. Non convocherò un’assemblea costituente. Utilizzerò la ricchezza pubblica come sacra. Darò impulso all’iniziativa privata, l’impresa e la formazione. Garantirò la democrazia pluralista e il rispetto alla diversità. Rispetterò lo Stato Sociale e di Diritto. Rispetterò l’accordo di pace (quello fatto con la guerriglia della FARC). Nominerò come ministri i più capaci. Garantirò l’uguaglianza di genere. Darò impulso alla transizione verso l’energia pulita. Garantirò l’educazione pubblica e gratuita.”
Una lista che più che sembrare un elenco di obiettivi da raggiungere sembra voler dire: “Non ho nulla a che vedere con le sinistre dell’America Latina”.
Il vero punto algido che segna la differenza tra i due candidati è l’accordo di pace con la FARC.
Ivan Duque parla di voler riformare l’accordo in tre punti: il primo concerne l’amnistia e propone una riforma costituzionale che definisca che il narcotraffico non è un delitto che possa entrare in un’amnistia. Il secondo che davanti alla Giurisdizione Speciale di Pace (JEP) promuoverà una riforma che preveda tre cambiamenti: i guerriglieri che hanno commesso atroci delitti scontino in prigione in un luogo di reclusione permanente e non solo una pena alternativa; che gli agenti dello Stato non siano giudicati dalla JEP ma da una sala speciale della Corte Suprema. Dunque ha spiegato:”Civili e militari non possono essere messi sullo stesso piano con criminali di lesa umanità, perché sono i guerriglieri che stanno passando per la transizione dalla criminalità alla giustizia e non le forze legittime della Costituzione e i cittadini che rispettano la legge”. Per ultimo riformare il patto sul possesso delle terre dove propone di eliminare le riforme previste dall’accordo di pace e rispettare la proprietà delle terre comprate a basso costo da chi aveva tolto le terre ai legittimi proprietari in fuga dalla guerra.
Gustavo Petro invece si è impegnato a : Rispettare e compiere la totalità degli accordi con la Farc ma anche che l’ex guerriglia compia la sua parte. Afferma che non si possono
lasciare gli accordi di pace “nelle mani di chi li vuole fare a pezzi”. Nel suo programma di governo spiega la sua difesa della giustizia transitoria: “Le vittime e la società colombiana conosceranno la verità e avranno la garanzia che si farà giustizia vera e rapida contro i carnefici”, e ha aggiunto: ”Le terre strappate con la violenza (…) saranno restituite e sostenute da fondi pubblici(…) per assicurare la produttività e il generare entrate”.
Nelle strade i sostenitori dei due candidati si incrociano ma non si registrano violenze anche se da un lato si sventola il fantasma del madurismo venezuelano e dall’altro lato quello di un ritorno alla vendetta a discapito della pace.
Al primo turno si è registrato un numero altissimo di votanti ed anche un notevole numero di schede bianche che potrebbero diventare l’ago della bilancia di queste elezioni che per la prima volta nella storia del paese mettono a confronto due correnti politiche alternative l’una all’altra.
Intanto dalle sei del pomeriggio entra in vigore “la legge secca” ovvero la proibizione di vendere alcol che durerà fino alle sei del mattino di lunedì.
Unica variabile incontrollata è quanto influenzerà il mondiale di calcio sul voto di domenica. Scenderanno in campo squadre come: Brasile, Costa Rica, Germania e Messico che contano con un grande seguito in Colombia.
Quindi un voto in una domenica di calcio di un paese che ha voglia di pace e di vendetta, giocandosi il futuro.