COME CI RACCONTERANNO LA STORIA FRA 300 ANNI

DI GILBERTO SQUIZZATO

Mi piacerebbe essere qui fra due o trecento anni per leggere come gli storici futuri racconteranno e spiegheranno i fenomeni migratori in corso dal sud del mondo verso l’Europa e che giudizio daranno delle politiche xenofobe dei lepenisti e orbanisti anche italiani. Credo di essere facile profeta nel prevedere che faranno un raffronto con le cosiddette (da noi) “invasioni barbariche” (ma dalle culture del Nord definite “migrazioni dei primi secoli dopo Cristo”) e quello che accade oggi. Ci diranno probabilmente che Longobardi, Goti, ecc. in gran parte non erano profughi richiedenti asilo per guerre civili ed eventi militari ma “migranti economici” obbligati a scendere a sud per insufficienza di risorse anche perché a loro volta spinti da altre popolazioni migranti in conseguenza anche di mutazioni climatiche. Ci spiegheranno sorridendo che si illusero gli imperatori romani e i loro comandanti militari convinti di fermarli ai limes dell impero tagliando i ponti sul Reno e sul Danubio come oggi Salvini pensa di chiudere i porti e di erigere un muro nel Mediterraneo. Ci spiegheranno che nel XXI secolo i migranti entrati dall Africa in Europa avranno infine costituito una modesta minoranza rispetto ai 500 milioni di cosiddetti “nativi” come furono allora una modesta percentuale le genti del nord entrate nell Impero. Ci racconteranno che oggi come allora i migranti (questa volta tutti privi di armi!) avranno portato nuove energie umane e morali necessarie al futuro dell Europa. E che come da quelle migrazioni, tramontato l impero di Roma, nacquero le culture latino-barbariche della nuova Europa, le nuove lingue, le nuove identità locali, a cominciare da quella lon(go)barda che ebbe un ruolo importante nella nuova Italia post imperiale, così l ibridazione culturale dell’inizio del terzo millennio avrà inventato nuovi modelli sociali, nuovi linguaggi , nuove espressioni artistiche. E sorrideranno -gli storici di domani- del console Tristus Salvinus che sotto l usbergo di cinque stelle pensava di fermare la storia (le sue irresistibili dinamiche economiche e umane) urlando all invasione e tagliando i ponti sui fiumi (sui mari) che costituivano frontiere scritte sulla carta ma non nella realtà. Che peccato non esserci fra qualche secolo! Nessuno ricorderà Tristus Salvinus e Parvus Tonius ma tutti sapranno di essere figli di una nuova Europa scaturita non solo dal trionfo della tecnologia e dalla globalizzazione del capitale ma anche dai rimescolamenti di culture e dna generati dalle migrazioni del XXI secolo. A me il nuovo non fa paura, ad altri sì. Ma alla creatività della storia è inutile resistere.