SOCIALISMO O BARBARIE: IL NUOVO VOLTO DEL FASCISMO MODERNO

DI CARLO PATRIGNANI

Cos’è e con quale sintomatologia latente si esprime il fascismo di oggi?

Quello di ieri è ben noto, molto meno è quello di oggi, per cui la domanda non è nè peregrina nè superflua: anzi, porla è indispensabile per meglio individuare e collocare l’esatto opposto del fascismo: l’antifascismo, termine spesso ricorrente e anche inflazionato.

Una prima considerazione che si può fare è che il fascismo di oggi non si presenta nè si manifesta con il brutale e disumano volto della violenza di ieri: vale a dire soppressione della libertà di pensiero e della libertà stampa; manganello e olio di ricino; carcere duro e confino; fucilazioni e deportazioni; fino alle efferate e delittuose campagne d’Africa, di Slovenia e Croazia dove si commisero crimini di guerra i cui esecutori mai sono stati puniti.

Ne può discendere una seconda considerazione.

Oggi il fascismo moderno, pur se il Regime del Ventennio è stato depurato dei suoi caratteri liberticidi e repressivi per rendenderlo più commestibile, conserva però del vecchio il tratto saliente: la violenza che si presenta e si manifesta con ben altre modalità.

Cos’è la conservazione ferrea dei poteri e dei privilegi a vantaggio dei pochi : l’establishment e a discapito dei molti : il popolo ingenuo?

Cos’è il disconoscimento della società, della collettività – il dogma della Lady di ferro: la società non esiste – per l’affermazione dell’individualismo più spinto mediante la promessa ad personam di carriera e salario?

Cos’è la voglia irrefrenabile di limitare la democrazia riducendo gli spazi di partecipazione attiva e diretta?

E cosa sono il primato della famiglia eterosessuale indissolubile e dell’identità nazionale che non tollerano nè ammettono la libera convivenza tra esseri umani di sesso diverso nè la altrettanto libera convivenza tra esseri umani diversi per cultura, per lingua, per colore della pelle e degli occhi?

Cos’è infine il dogma della razza che si vuole imporre quando la comunità scientifica mondiale ha postulato che se riferita alla specie umana è del tutto inesatta e inappropriata in quanto è scientificamente provato che il dna umano è pressochè identico in tutti gli esseri umani?

Parallelamente a questa negativa mutazione di valori universali, qua e là compaiono gagliardetti fascisti e svastiche naziste, accompagnati dal saluto romano (A noi!) o nazista (Heil Hitler!), in raduni e manifestazioni soprattutto contro gli immigrati vissuti come barbari e delinquenti e non come esseri umani.

E’ quest’incrocio che deve preoccupare, questo legame concomitante tra la crescente ostilità, la xenofobia, nei confronti dei migranti e il richiamo nostalgico al fascismo, alle sue radici – è la tesi dello storico Filippo Focardi, docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova e autore del best seller Il cattivo tedesco e il bravo italiano come se il Regime del Ventennio, tutto sommato, fosse stato una dittatura all’acqua di rose: per me, è la conferma che il nostro Paese la resa dei conti con quel periodo di repressione, oppressione e di violenza, non l’ha ancora affrontata.

Infine una terza considerazione: l’antifascismo, termine che per esser troppo abusato rischia di catalizzare sempre meno l’attenzione dei molti e dei più giovani.

E’ certo che la sinistra si è battuta e ha sconfitto il fascismo ma, forse per averne fatto fino in fondo i conti, oggi può correre il rischio serio di esser sconfitta dall’antifascismo finchè offre a chi ambisce a darle altri connotati, degradandola a movimento liberal all’americana, l’alibi per non tollerare e ignorare chiunque si opponga alle diseguaglianze prodotte dal neoliberismo, dalla globalizzazione, dal consumismo e dal politicamente corretto: poco importa se a opporsi siano operai e lavoratori, giovani o classi popolari: basta etichettarle come fasciste o razziste e non contano più nulla.

Quasi a dire che chiunque non è liberista è fascista: come se evocando il fantasma del fascismo si cerchi di fare della sinistra un oggettivo alleato delle grandi e potenti multinazionali che con i loro top manager governano il mondo.

Oggi, come si diceva nei primi anni Ottanta, quando il capitalismo, che inventò il fascismo, cambiò pelle e da industriale si fece finanziario, siamo all’apertura di una situazione in cui o si trova una soluzione socialista oppure siamo alle barbarie. Questa è la realtà delle cose, se ci si allontana dal popolo ingenuo e ribelle.