COLOMBIA: IVAN DUQUE RAPPRESENTANTE DELLA DESTRA È IL NUOVO PRESIDENTE

DI ANTONIO NAZZARO (nostro corrispondente da Bogotà)

Colombia con il 99‰ dei voti scrutinati Ivan Duque è il nuovo presidente della Colombia: ha ottenuto il 54 %dei voti mentre il suo avversario rappresentante della sinistra Gustavo Petro ha ottenuto il 41,8 % dei voti. Le schede nulle sono state il 4.2 %.
Il secondo turno elettorale ha visto la chiusura dei seggi alle ore 16 in un giorno quasi di sole. Dei 36 milioni aventi diritto al voto si sono presentati alle urne più di 19 milioni di colombiani.
Ivan Duque è il più giovane presidente della storia della Colombia. Nato a Bogotà 41 anni fa, il suo mentore è stato ed è l’ex presidente Alvaro Uribe.
il nuovo presidente così si descrive: ”serio, conservatore, familiare, impegnato, lavoratore, amichevole e curioso”.
La sua campagna elettorale si è basata su quella parte della società insoddisfatta per l’accordo di pace firmato con la guerriglia della FARC. Nonostante questo per gli analisti, il suo discorso sembra essere più moderato di quello rappresentato dal suo maestro Alvaro Uribe, lider del partito Centro Democratico nel quale Duque ha fatto la sua breve carriera politica, prima come senatore nel periodo 2014-2018 e poi come candidato presidenziale.
Dopo il primo turno elettorale dove aveva ottenuto 7.569.693 voti. alla sua campagna si sono associati un settore grande del Partido Liberale, altri del Partito Cambio Radicale e il Partito Conservatore. Un fatto che ha generato critiche è avere avuto l’appoggio di tre ex presidenti: Alvaro Uribe, Andrés Pastrana e Cesar Gaviria.
E’ avvocato e ha ottenuto un master in Diritto Economico della American University e un altro in Gestione della Politica Pubblica presso. l’Università di Georgetown negli Stati Uniti.
Durante la campagna elettorale gli hanno spesso rinfacciato di non avere esperienza politica accusa a cui ha risposto di avere la stessa esperienza di presidenti di successo come il canadese Justin Trudeau o il francese Emmanuel Macron.
La sua carriera professionale è stata quasi tutta negli USA dove per più di dieci anni ha lavorato come consulente per la Banca di Sviluppo dell’America Latina CAF e consigliere della Banca Interamericana di Sviluppo (BID), periodo nel quale ha conosciuto molti di quelli che adesso lo hanno accompagnato nella campagna elettorale.
Un paese che spaventato dal fantasma “socialista” del Venezuela ha scelto un candidato che potrebbe riportare il paese a una guerra civile durata quasi più di 60 anni.
Ad agosto subentrerà alla presidenza del paese e l’incertezza sul futuro della pace è grande.