GLI ITALIANI VORREBBERO UN NUOVO MUSSOLINI? NO, MICA SONO SCEMI

DI LUCIO GIORDANO

Che poi li vorremmo vedere, tutti questi italiani pronti a gettarsi tra le braccia dell’uomo forte tanto invocato in queste ultime settimane. L’altro ieri era Berlusconi, ieri Matteo Renzi, oggi MAtteo Salvini. Soprattutto MAtteo Salvini. A lui, al nuovo vate di passaggio,  gli italiani chiedono ordine, disciplina, pulizia. Lo applaudono come forsennatì ad ogni talk in pubblico e vorrebbero che li liberasse da negri, droga, ladri. Forse anche dalla corruzione. E qui, peraltro,  le certezze iniziano già ad incrinarsi. Sì perchè poi, alla fine, gli italiani, questa nuova stirpe di italiani, allevata a Dc e vent’anni di Berlusconismo,  chiede solo di fare il cazzo che gli pare, saltando le regole sociali, evadendo o pagando meno tasse, in un crescendo rossiniano di individualismo, menefreghismo, liberismo.

Non credete insomma a tutti quei supporters rabbiosi che dicono di volere un’Italia  cazzuta,  che si faccia rispettare in ambito internazionale, perchè sono gli stessi che fuori dal Paese continuano a non rispettare  le regole esponendosi a pessime figure. E che continuano a non amare in patria l’Italia, visto che una nazione è una nazione quando condivide il benessere, l’altruismo, la solidarietà. Ma oggi che l’Italia è molto più povera c’è da condivedere solo la povertà. Che per una volta non è mal comune mezzo gaudio, semmai  mors tua vita mea. Così. in controluce, si vede che la vera invidia sociale non è per gli onesti che ce l’hanno fatta, come logica vorrebbe,  ma per i filibustieri capaci di arricchirsi senza scrupoli. E sì, certo, forse senza questa crisi economica che ci accompagna da dieci anni, oggi il problema dei negri non si porrebbe nemmeno: farebbero ancora loro i lavori a due euro l’ora ( trattati come schiavi),  che con il cazzo gli italiani farebbero, se non fossero alla fame.

E comunque, va bene. Mettiamo che per davvero gli italiani volessero l’uomo forte, il nuovo duce, il nuovo  Mussolini capace di risolvere i loro problemi, di aiutarli a  mettere insieme il pranzo con la cena. Tutto ciò in teoria richiede  regole ferree, nessun dissenso, censura e azzeramento della libertà. Questo in fondo era il fascismo di cent’anni fa. Senza considerare appunto che la famosa casta, ai tempi del Duce era una super casta: per conferma  basterebbe chiedere ai nonni, per chi ancora ce li ha. E poi cent’anni fa, l’Italia contadina, analfabeta, timorata di Dio si faceva convincere facilmente. Io ti risolvo i problemi della vita quotidiana, e all’epoca delle poche pretese era facile, ma tu fai quel che ti dico io. Altrimenti giù botte, manganelli, olio di ricino e confino. Evadi le tasse: carcere. Non rilasci fattura: carcere. Vai a puttane: carcere. Un regime, del resto, si regge su tutte queste cose appena dette, altrimenti esploderebbe in poche settimane. In fondo, gli ungheresi che vivono da otto anni in una dittatura, hanno finalmente  iniziato a svegliarsi e  capito bene cosa abbia voluto dire mandare al potere Orban.

Ci sarebbe dunque da vederli per davvero tutti questi italiani disposti a cambiare uno stile di vita incancrenito da una società corrotta, da politici corrotti, da industrialotti, imprenditori, manager corrotti. Del resto lo stiamo vedendo in quella che si preannuncia, se le indagini lo confermassero,  come una nuova tangentopoli: lo stadio della Roma.  Ancora tangentopoli, 26 anni dopo. E che diamine, non si impara mai, verrebbe da dire.  Sì. l’italiano di oggi farebbe una indiscutibile fatica a  rispettare le regole sane di una convivenza civile. Il loro motto è:  a me che cazzo me ne frega e sì, d’accordo, frego gli altri, ma tanto gli altri fanno  uguale. A conti fatti,  se sbaglio non pago, non voglio pagare. E perchè dovrei pagare? Giusto ribadirlo: un regime che lasciasse correre, durerebbe meno di una stagione.

Chiudendo il discorso: agli italiani sicuramente  starebbe  bene continuare così. C’è da scommetterlo. L’importante è che lo Stato  risolva loro i problemi quotidiani. Gli enormi problemi quotidiani. Ed è  allora, in questa indiscutibile ammissione di debolezza, che  si attaccano  disperatamente alla voglia  di un nuovo duce. Ma, tranquilli,  arrivato il nuovo duce, esclamerebbero con lo sguardo da cane bastonato: ‘ma io non lo volevo , dicevo tanto per dire, che state a fa sul serio?’.  Quindi , visto che ancora sono in tempo, evitassero di alimentare   la smania di potere di qualcuno, che è la cosa più sana che possano fare di questi tempi.

Giusto ripeterlo: per cambiare davvero, per smetterla con la pacchia , devono prima cambiare gli italiani. E no, per stravolgere l’Italia, non serve certo un nuovo Mussolini. Servirebbe invece un gruppo di statisti capaci e concentrati a governare sul serio per il bene del Paese e non per loro stessi. All’orizzonte, purtroppo,  non si vede nessuno: ci sono solo show man che fanno politica grazie alla   propaganda e sono i primi a pensare a sè.  Vi dice niente che il periodo migliore , l’Italia repubblicana  l’abbia vissuto quando c’erano  due grandi statisti come Aldo Moro ed Enrico Berlinguer? Erano uomini di basso profilo e di grande rigore morale. Punto.

 

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