USA. MELANIA CONTESTA LINEA DURA DI TRUMP SU MIGRANTI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Trump e la sua linea dura contro i migranti questa volta vedono una
contestazione che giunge puntuale e sentita proprio dalla Casa Bianca. La first lady infatti, per la prima volta interviene su una questione politica e la commenta . Al confine con il Messico la situazione di tensione è ormai palese ed anche Melania “odia vedere bambini separati dalle loro famiglie e spera che entrambi gli schieramenti possano alla fine unirsi per ottenere una riforma migratoria di successo”: Queste le dichiarazioni che ha rilasciato alla Cnn la sua portavoce Stephanie Grisham. Il suo intervento riguarda la vicenda di duemila bimbi separati alla frontiera col Messico dai genitori entrati in modo illegale, a causa della politica di ‘tolleranza zero’ dell’amministrazione Trump.

In merito a questa vicenda interviene in modo molto fermo anche un’altra first lady, Laura Bush che sul Washington Post scrive: “Vivo in uno Stato di confine e capisco la necessità di proteggere i nostri confini internazionali, ma questa politica di tolleranza zero è crudele. È immorale. E mi spezza il cuore”.
Il pugno di ferro contro i clandestini che fuggono dalle violenze dell’America centrale ha suscitato riserve tra gli stessi repubblicani, indignazione tra i democratici e i leader religiosi, ma anche la dura condanna dall’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu, che ha denunciato la violazione dei diritti dei bambini.
2000 mila sono i bimbi messicani, figli di migranti, bloccati al confine con il Texas e separati duramente dai genitori entrati in modo illegale negli States. Una situazione paradossale che ancora per una volta mette in rilievo il brutto modo di vedere le cose a cui siamo sempre più esposti. Genitori arrestati e bimbi bloccati alle frontiere all’interno di tendopoli, perquisiti e rinchiusi in spazi recintati da reti metalliche, considerati alla stregua dei criminali. Un caso che è diventato virale in tutto il mondo oltre che sulle prime pagine di tutti gli Stati Uniti da un lato per la condotta durissima del Governo in un momento in cui l’immigrazione è punto caldissimo anche in Europa e nel resto del mondo. A questo va aggiunto il fatto che l’attacco politico contro Trump è sempre materia preferita da quasi tutti i media Usa perciò un atto simile non poteva che, finire su giornali e social.
Tutto questo mentre le foto dei bimbi in lacrime al confine diventano visibili in tutto il mondo .I reporter Usa che hanno ottenuto accesso alle strutture di detenzione, descrivono gabbie create con recinzioni metalliche ciascuna con 20 bambini all’interno: in molti casi, i parenti non sono neanche tenuti insieme perché sono stati divisi “a casaccio” per poter mettere prima fine al caos al confine.
Ieri le tv hanno trasmesso le immagini delle tendopoli dove sono trattenuti i bimbi e delle proteste di molti attivisti.
La tolleranza zero la ritroviamo anche nelle parole ciniche e distaccate usate dal ministro della giustizia Jeff Sessions : “Se non vogliono essere separati dai loro figli, non dovrebbero portarli”.
«È una politica immorale, atroce», ha tuonato su Twitter l’influente senatrice dem Dianne Feinstein. Ma Trump continua a scaricare infondatamente la colpa sui democratici, ammonendoli su Twitter a lavorare con i repubblicani alla nuova legge per l’immigrazione, se vogliono risolvere il problema.
L’appello di UNHCR è giunto ad ogni lato del globo e iniziano in queste ore le prese di posizioni ufficiali dei Paesi Onu che contestano apertamente la linea Trump sul fronte immigrazione.
Pensare a bimbi chiusi in gabbia è quanto di più sconcertante si possa pensare ma purtroppo accade..

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