ROM: RETI ORGANIZZATE MAFIOSE. HA RAGIONE SALVINI, BISOGNA SCHEDARE TUTTI I MAFIOSI

DI LUCIO GIORDANO

Ma no, avete capito male. Rom è  semplicemente  l’acronimo di Reti Organizzate mafiose. Ed è su di loro che Matteo Salvini vorrebbe fare un censimento. Cioè su mafia, Ndrangheta, camorra. In effetti, un ministro dell’interno che si rispetti, a quello pensa, ad estirpare  uno dei più devastanti tumori della società italiana. Applausi a scena aperta, allora. Lo invogliamo sin da subito a fare un censimento su chi siano i peggiori esponenti della criminalità organizzata del Nostro Paese.

Altrimenti , se Salvini intende i Rom rom, o i sinti , beh lo sa bene, benissimo:  come sottolinea l’alleato di governo Luigi Di Maio, ” un censimento, la schedatura sarebbero incostituzionali”. Anche Nicola Morra frena l’attuale ministro dell’interno nella sua intenzione che per i più ha il sapore di razzismo a buon mercato:   “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Razzismo, sì.  C’è un passaggio di Salvini, infatti,  che fa rizzare i capelli alla gente onesta, informata e di cuore .  Come  spiega Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio che si occupa della tutela dei diritti di comunità  rom e sinti, “Il ministro dell’Interno sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge. Inoltre esistono già dati e numeri su chi vive negli insediamenti formali e informali e i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili”. Certo, si comincia sempre con un censimento, poi chissà.

Una bufera. Tutte le opposizioni e l’intera società civile  si scatenato contro quel passaggio di Salvini. Torna alla memoria anche il monito di Liana segre di qualche giorno fa: “In quei campi di sterminio altre minoranze, oltre agli ebrei, vennero annientate. Tra queste voglio ricordare oggi gli appartenenti alle popolazioni rom e sinti, che inizialmente suscitarono la nostra invidia di prigioniere perché nelle loro baracche le famiglie erano lasciate unite; ma presto all’invidia seguì l’orrore, perché una notte furono portati tutti al gas e il giorno dopo in quelle baracche vuote regnava un silenzio spettrale. Mi rifiuto di pensare che oggi la nostra civiltà democratica possa essere sporcata da progetti di leggi speciali contro i popoli nomadi. Se dovesse accadere, mi opporrò con tutte le energie che mi restano”. Parole amare, parole profetiche.

“I rom italiani purtroppo dobbiamo tenerli”. Cosi’, il segretario della Lega nord, seguendo la tecnica usata spesso in passato da Berlusconi, dopo l’intervista rilasciata ad una emittente locale ieri sera, ritratta, facendo marcia indietro, correggendo il tiro, tirando in ballo  i bambini  dei campi rom, che delinquono. Lo dice  proprio lui che i bambini dell’Aquarius non li ha voluti nemmeno  far sbarcare nei porti italiani.

La provocazione, ci sta, per carità. Salvini in fondo politicamente vive di questo:  voleva vedere semplicemente l’effetto che fa. E fa niente se si è piegato all’ennesima gaffes di queste settimane di terrore. Steve Bannon,  stratega  della campagna elettorale di Trump, in fondo  ha fatto vincere L’ attuale inquilino della Casa Bianca proprio con questa tecnica populista a base di insulti, cinismo, razzismo, errori grossolani, provocazioni becere. Salvini sembra lo voglia imitare  in tutto e per tutto.

Già, quello che  ormai emerge in maniera evidente, è  infatti che Salvini giochi ogni giorno a spararle sempre  più grosse, un modo per essere quotidianamente protagonista della scena politica, come se   fosse non il ministro dell’interno, ma  un concorrente de Il pranzo è servito. Tutto pur di  attirare su di sè l’attenzione, insomma. Motivo? Fagocitare il M5s, distruggerlo eticamente, andare all’incasso passando per nuove elezioni e sperando nei sondaggi e  la caciara mediatica, vincerle D’accordo: ma   è un gioco, dirà qualcuno.  E allora giochiamo. Ad esempio: Filippo oggi ha mangiato un pitone lungo sette metri e lo ha messo in bocca in un solo boccone. Ohhhh.  Tocca ad uno che la spari ancora più grossa. Chi è disponibile? Però, parlando seriamente, quanto puo’ durare un gioco simile prima che gli italiani si stanchino? A naso, poco, pochissimo.

Se invece quel birbantello di Salvini sta facendo sul serio,  aspettiamoci  oggi stesso l’ennesima provocazione, magari verso i disabili. Progetto Rupe tarpea, potremmo chiamarlo. Ma  aspettiamoci anche, a breve, che  i sinceri democratici, le persone oneste, i cattolici e tutti i coloro i quali detestano chi le spara grosse, decidano di unirsi in  un movimento di protesta, come quello che a poco a poco sta erodendo i consensi di Trump. Perchè un conto è scherzare , un conto è dire le cose seriamente. Basterebbero sei milioni di italiani davanti al ministero dell’interno tutti i giorni per una settimana, per chiedere senza se e senza ma le dimissioni di Salvini. L’Italia, però, a quel punto  inizierebbe a respirare  un clima da guerra civile, che  nessuno  verrebbe, tranne i rimestatori  di professione. Perchè è indubbio che la pagina ufficiale di Salvini sia un concentrato di odio sociale, cinismo, razzismo . Va da sè, poi,  che gli italiani  hanno problemi più grossi di Rom,  migranti,  legittima difesa, che è propaganda elettorale a costo zero. I nostri connazionali, a  questo governo giallo-nero,  chiedono di puntare invece con decisione sulla  lotta alla corruzione, alla precarietà, alla grande evasione fiscale, alla criminalità organizzata, alla disuguaglianza sociale. Chiedono  una sanità pubblica che funzioni, una scuola pubblica che torni ad essere la migliore al mondo. Ed è ormai  quasi monotono ripeterlo tutte le volte.

Un consiglio allora:   per non perdere consensi Salvini abbassi i toni. Meglio: si silenzi, non esterni più, smetta di fare gaffes, e di attirarsi le ire della società civile. Meglio per lui, meglio per tutti. Anche perchè il segretario della Lega nord  forse non se ne sta accorgendo ma è diventato un Mahatma Gandhi al contrario. Com’era la più celebre frase del leader della non violenza? ‘Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci’.

Ecco , Salvini, è risultato primo nella coalizione della destra radicale. Ora inizia ad essere  combattuto da milioni di italiani, che si sono svegliati fin troppo tardi. Tempo qualche settimana  e si entrerà nella fase della derisione. Infine,  tra non molto, l’attuale ministro dell’interno verrà completamente ignorato. L’alternativa a questo scenario, da qui a poco tempo,  sarebbe uno scontro violentissimo tra il populismo xenofobo della Lega e il resto della società civile del Paese. Con conseguenze devastanti. Che non è proprio il caso di prenderle in considerazione.