PAPA FRANCESCO: ” I POPULISTI CREANO PSICOSI”

DI ANNA LISA MINUTILLO

Papa Francesco e le sue parole che viaggiano sulla rete, parole che non temono e che attraverso l’hashtag #WithRefugees: arrivano dritte all’indirizzo di Trump :
“Dividere le famiglie è immorale”. ” Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere” I populisti “creano la psicosi” sulla questione dell’immigrazione, anche se società anziane come l’Europa stanno affrontando “un grande inverno demografico” e hanno bisogno di più immigrati. Dichiarazioni che sono state rilasciate dal Pontefice in un’intervista alla Reuters, pubblicata sul suo sito.
Non mancano le critiche all’amministrazione di Donald Trump per la decisione di separare le famiglie di migranti al confine col Messico. Francesco condivide le dichiarazioni dei vescovi cattolici statunitensi che hanno definito la separazione dei bambini dai loro genitori “contraria ai nostri valori” e “immorale”. “Io mi schiero con l’Episcopato”.
Francesco fa quindi comprendere quanto i populismi usati non siano la soluzione ai problemi con cui ci si sta fronteggiando in questi ultimi giorni. Una psicosi che non aiuta, che confonde e disorienta e che mette in risalto proprio quanto poco forse si sia capito e quanto lavoro ci sia ancora da svolgere.
Non manca anche la preoccupazione per l’Europa che senza l’immigrazione si ritroverà ad essere vuota. La Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra oggi , viene ricordata così dal Papa che sceglie di usare, non a caso, l’hashtag #WithRefugees,”Incontriamo Gesù nel povero, nello scartato, nel rifugiato. Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere il prossimo bisognoso!”
Allʼ udienza generale, tenutasi in piazza San Pietro, Bergoglio ha spiegato ai fedeli il significato dei 10 comandamenti.
“Il mondo non ha bisogno di legalismo, ma di cura. Ha bisogno di cristiani con il cuore di figli”. Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza generale incentrata sui comandamenti. “Che cosa pensate voi: Dio è padrone o padre? Siamo sudditi o figli? – ha chiesto il Pontefice ai fedeli Questo combattimento, dentro e fuori di noi, si presenta continuamente: mille volte dobbiamo scegliere tra una mentalità da schiavi e una mentalità da figli”.
Bergoglio ha spiegato poi la differenza tra comando e parola: “Il comando è una comunicazione che non richiede il dialogo. La parola, invece, è il mezzo essenziale della relazione come dialogo”. Non manca mai l’attenzione ma soprattutto la considerazione per l’utilizzo della parole da parte del Papa, un aspetto che non viene mai dimenticato nelle sue dichiarazioni.
In Italia, anche se in modo più “pacato” rispetto a ciò che sta accadendo negli Stati Uniti, non sono da meno gli slogan populisti, il protrarsi di campagne elettorali, che dovrebbero essere terminate da un po’, farcite da esternazioni che poco hanno a che fare con ciò che si dovrebbe e potrebbe fare.
Salvini non manca di spostare l’attenzione passando dal “problema” dell’immigrazione a quello dei rom che sarebbero da censire a” suo avviso”.
Le “diversità” usate come feticci con cui condurre carriere che si vorrebbero lunghe e sempre in salita, non importa a scapito di chi o di che cosa.
Si “toppa” e si corregge il tiro, la gente si indigna, reagisce e gli si dice che ci si è espressi male.
Oppure si ricevono denunce per incitamento al razzismo e si ritratta, quasi come se gli atteggiamenti tenuti si potessero lavare via velocemente, così, proprio come quei vetri delle auto che vengono lavati in strada dagli extracomunitari per raccattare qualche moneta.
Attenzione a non restare “sporchi” come quei vetri che per la fretta, ricevono una rapida passata prima che scatti il verde al semaforo e la marcia riprenda.
Un clima pesante che ricorda tempi andati, quando ad essere censiti erano gli ebrei che vivevano in Italia, un cambiamento travestito da regresso, troppe volte..
Un’ udienza, quella di oggi, che si è svolta in un clima “rovente” ma che ha visto la partecipazione anche di più di 350 persone tra malati di Sla e i famigliari che li hanno accompagnati in vista della giornata mondiale sulla Sla che si celebra il 21 giugno. Così, mentre qualcuno penserà: “li porti in Vaticano e provveda lui”, altri continueranno a fare i distratti, altri ancora non considereranno affatto ciò che viene detto e si ritornerà al solito gioco dello “scarica barile”, dove tutti hanno responsabilità, tranne coloro che giudicano..