QUELLA VOLTA CHE TOTÒ SALVÒ UN LEONE

DI MARIO COCO

 

Ci sono storie capaci di farci immergere in un istante nell’atmosfera degli anni più gloriosi del nostro cinema, ma le più belle sono forse quelle che riescono a riportarci direttamente alle gesta dei suoi protagonisti.
E’ noto l’affetto che il principe Antonio De Curtis in arte Totò nutriva nei confronti degli animali, ma pochi sanno che nel 1963 salvò un leoncino che venne rifiutato dallo zoo di Roma.
Alla base di tutto c’è Mario De Simone, che con Totò girò sette film e che raccontò l’aneddoto nel 1999 in un’intervista per il sito internet dedicato ad Antonio De Curtis.
Attore secondario in numerosi film degli anni ’50 e ’60 e in seguito agente di Paolo Villaggio, De Simone comprò un leoncino domestico che crescendo cominciò ad essere pericoloso per la figlia, all’epoca bambina. Decise allora di portare l’animale allo zoo, ma i responsabili non lo vollero.
Successivamente si diresse agli studi De Paolis (oggi Studios, in via Tiburtina) per proporlo ad un produttore particolarmente affezionato agli animali. Intimorito di ottenere un rifiuto anche da lui, entrò di nascosto, lasciando il leone nel cortiletto davanti al suo ufficio, ma venne subito notato e, riposto il cucciolo sulla propria auto, andò verso un bar per prendere un caffè. Lì incontrò per caso Eduardo Clemente, storico segretario tuttofare e cugino di primo grado di Totò, che, informato della questione, pensò di riferire tutto al principe.
Totò fece chiamare subito lo zoo e, grazie alla sua fama, risposero positivamente e decisero di tenere il leone all’interno dei loro giardini.
Un assessore del comune di Roma organizzò anche un evento domenicale le cui foto vennero pubblicate su numerosi giornali dell’epoca.