CONFESSO CHE HO PAURA

DI RAFFAELE VESCERA

Nessun popolo è immune al virus del razzismo, quando questo è scientificamente inoculato nei corpi dei più deboli, approfittando di paure ed egoismi. La xenofobia è da sempre funzionale all’economia di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e di guerra. Aggredire un popolo senza neanche dichiarargli guerra per depredare le sue risorse, uccidere e torturare gli abitanti che si ribellano, costringendo gli altri a fuggire, a diventare profughi, che a loro volta diventeranno pretesto per scatenare nuove guerre, civili e non. E’ quanto fanno i paesi occidentali da un paio di secoli, il colonialismo è stato ed è la sua forma politica.
Lo sappiamo bene noi Meridionali, aggrediti, occupati, depredati e massacrati dai sabaudi, poi emigrati a milioni per il mondo, trattati come “mezzi negri”, criminali e chi più ne ha, pur lavorando e facendo grandi i paesi che ci ospitavano.

Il gioco si svolge tra due fazioni della borghesia mondiale, da una parte c’è quella dalla faccia “civile”, il liberismo selvaggio, che mentre a parole difende i diritti dell’uomo giustifica le guerre per “esportare la democrazia”, creando scenari terribili di città e terre devastate dalle bombe e dalla fame. Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, c’è altro? E dall’altra c’è quella dalla faccia barbarica, l’estrema destra dai folli sogni di dominio dittatoriale che ha sconvolto l’Europa appena un po’ di decenni fa, in attesa come avvoltoi delle crisi generate dai primi per dare l’assalto al potere. La lotta tra la “democratica” Clinton e il “folle” Trump ne è un esempio lampante.

Il nazismo tedesco e la sua caricatura fascista furono preparati da decenni di propaganda ideologica lanciata attraverso “filosofi” dei miei stivali, giornalisti venduti e politici corrotti, pagati dall’industria bellica per diffondere l’ignobile idea della nordica razza superiore, che anche in Italia ha trovato imitatori, come il cretino Lombroso.

Oggi, l’estrema destra italiana ed europea, anziché denunciare e fermare le guerre che causano queste ondate migratorie, si accanisce vigliaccamente contro chi ne subisce gli effetti, i poveracci costretti a fuggire dall’inferno. Ma perché poi la destra dovrebbe fermare le guerre se è espressione degli stessi fabbricanti di armi che le guerre le scatenano? Francia, Inghilterra, Germania, Austria-Ungheria e altre nazioni che hanno depredato il pianeta alzano muri della vergogna. Nel bresciano, cuore dell’infame produzione italiana di armi, la lega nord fa man bassa di voti, e poi si scatena contro i profughi di guerra. Esemplare, no? Lo faranno anche contro gli sfollati dei terremoti e di altri possibili disastri naturali?

Nel resto dello stivale, persino nel nostro Sud, dove da Lampedusa alla Calabria, a Napoli ci distinguiamo per accoglienza e tolleranza, soffiano venti di odio razziale, diffusi dai movimenti neonazisti, occulti alleati dei leghisti. Diffondono paure irrazionali, raccontano menzogne che i meno preparati hanno difficoltà a comprendere. Nella mia città, Foggia, vedo persone conosciute come civili che cedono all’odio razziale. Credono di difendere il proprio benessere economico, ma difendono solo gli interessi del capitalismo finanziario dominante, lo stesso che prima o poi li porterà alla fame e al macello. Tuttavia, la diffusione della xenofobia in Italia è favorita dalla gestione corrotta dell’emergenza profughi da parte di una classe politica al potere che aggrava, anziché risolvere, i problemi di comunicazione tra residenti e profughi.

Confesso che ho paura di questa ondata di razzismo neonazista europeo, che mira a riportare il vecchio continente nell’incubo del militarismo nazi-fascista, ma ho paura anche dei democratici alla Renzi che sguazzano nelle guerre di aggressione alle terre del petrolio e propongono soluzioni politiche autoritarie in Italia, deformando la Costituzione. Con la ragione sono pessimista, eppure bisogna sperare in un mondo migliore, lo faccio con l’ottimismo della volontà, ma non sono solo, sono in tanti a crederci. L’Umanità deve sopravvivere, ha superato bel altri incubi.

(facile profeta, scrivevo queste poche parole due anni fa, speravo che il tempo mi smentisse, così non è stato)