CHIEDIMI CHI SONO

DI PAOLO VARESE

Chiedimi chi sono, e ti risponderò un uomo, una donna, un essere umano. Non avrai bisogno di altro, non dovresti averne bisogno, cosa ti importa di me oltre al mio nome ed al fatto che respiro, piango, rido, vivo? Ti importa se amo i fiori o gli animali, se vado a letto tardi o se corro a piedi nudi sulla sabbia? Non ti interessa, non ti serve saperlo, ma vuoi sapere invece chi amo, se amo. Vuoi davvero conoscere i miei pensieri e le mie emozioni relativamente all’amore? Se la mia frenesia è per labbra di donna o se sospiro per un uomo? Pensi sia questa la differenza tra me e te? Se io condivido le mie notti con una persona del mio stesso sesso sono diverso da te oppure sei tu diverso da me? Mi risponderesti che tu segui la natura mentre io alla natura sono in opposizione, e se ti sbagliassi tu invece? Non ti dirò mai di chi cerco lo sguardo, lo sapresti solamente se incrociando il tuo indugiassi appena più di un sospiro, ma anche in quel caso, ti importerebbe? Il male ed il bene non sono connaturati alla natura, non sono legati a ciò che sentiamo, per definizione un mostro è tale comunque sia la sua inclinazione, e se per caso tu scoprissi che un mostro la pensa come te, ti sentiresti un mostro anche tu? Non mi daresti un lavoro se scoprissi che cerco sospiri del mio stesso sesso, ma ti lasceresti afferrare la mano dalla mia se tu stessi precipitando da una scogliera? Chiedimi chi sono e ti risponderò che sono una persona che quando soffre per amore sta male, che importa poi la natura di questo amore? Non sono le stesse lacrime che piangi anche tu? Non è lo stesso dolore per lo stesso abbandono per lo stesso amore finito? E quando sono felice, la medesima gioia ci accomuna, l’ansia dell’incontro imminente non traccia un confine definito tra i sessi, e le anime non si rispecchiano da nessuna parte, se non dentro chi ci ama. Credi che un medico che ama qualcuno del proprio sesso sia meno affidabile di un altro? Ed un vigile del fuoco, oppure un poliziotto, ti importerebbe delle loro inclinazioni? Hai chiesto a chi ti ha fatto firmare per il mutuo quale strada segue la sua mente pensando al sesso se non all’amore? Chiedimi chi sono e ti risponderò che pago le tasse, il mutuo, le spese, e che come te compro il pane, amo la pasta e la pizza, come te bevo il vino e la birra, e se cenassimo insieme non capiresti chi mi piace da cosa ordino o da come bevo. E se parlassi con voce stentorea invece che lieve, saresti sicuro della mia natura? La differenza è negli atteggiamenti oppure nei valori in cui credo? Dovresti pensare alla mia onestà ma ti soffermi sulla tua di disonesta verità, magari pensando che è meglio un figlio drogato che omosessuale, credendo di scegliere tra due mali mentre in realtà ti racconti la stessa bugia. Ti interroghi sulla vita degli altri sussurrando battute a chi credi sia come te, dando per scontato che condividere una opinione sul calcio o sulla politica ti assicuri un sodalizio, ben disposto a scommettere sulla realtà delle cose da te osservata senza considerare che ti limiti alla superficie. Chiedimi chi sono e ti risponderò che sono io, semplicemente io, e ti lascerò nella tua incertezza, nella tua distanza, nel tuo timore, mentre io non sarò lontano da nessuno, non dovendo dimostrare chi sono. La mia essenza sarà la stessa anche quando i sensi saranno sopiti, quando l’attrazione fisica sarà solamente un ricordo, oppure un miraggio, una illusione. E sulla foto che qualcuno verrà a ripulire dalla terra e dalla polvere non ci saranno altre indicazioni, se non i miei occhi, a ricordare che ero un essere umano.