AMMINISTRATIVE: LA TOSCANA VA ALLA DESTRA DI MISURA, IL M5S TIENE

DI LUCA SOLDI

 

Erano quasi 3 milioni gli elettori chiamati alle urne. Le operazioni di voto impegnavano 75 Comuni sopra i 15mila abitanti – più il terzo municipio di Roma – in cui si votava per il secondo turno delle amministrative. Il ballottaggio aveva visto impegnato tutti i big dei partiti e fra questi SALVINI che con un grande attivismo, aveva deciso di non lasciare nulla di intentato giocando molto sulla paura.
Le manifestazioni nella Toscana un tempo rossa, in particolare, lo hanno visto così fare il tutto esaurito nelle piazze più delicate di Siena, Pisa ed in uno dei luoghi simbolo della Piana di Firenze, il comune di Campi Bisenzio. In Toscana il centrosinistra ha provato a difendere le sue roccaforti ma di fronte al vento degli ultimi tempi non c’è stato niente da fare.
Ma il test politico era importante anche per i Cinque Stelle, impegnati al secondo turno solo a Ragusa, Avellino, Imola e Terni. Anche qui un vero test all’accordo nazionale con la Lega avanti, ben oltre l’impegno nelle singole realtà amministrative, che ha logorato un poco i grillini.
Esisteva una forte preoccupazione che accomunava sinistra e cinquestelle e per, certi versi, anche Berlusconi per il rischio che il Carroccio facesse l’en plein.
Ed i risultati emersi, da un voto che ha visto una partecipazione decisamente più bassa, sono arrivati in linea con i dati politici degli ultimi tempi.
Riassumendo cresce in modo indiscutibile il centro destra seppure ai punti.
Il primo voto definitivo nelle grandi città arriva da Terni, città un tempo operaia, con un devastante dissesto economico e sociale, con una vittoria del candidato del centro destra, Leonardo Latini che ha sconfitto sonoramente quello del M5S.
Crollano i municipi della sinistra dell’hinterland milanese che vengono intascati dalla destra, uno per tutti Cinisello Balsamo.espugna Ivrea, una delle utlime roccaforti del centrosinistra. Stefano Sertoli è il nuovo sindaco di destra di Ivrea, la città un tempo centro vivo dell’imprenditoria illuminata degli Olivetti.

Vince agilmente il centro destra, dopo venti anni, anche a Sondrio, con Marco Scaramellini.
Sempre per la destra, con una propria lista civica, vince il vecchio leone Claudio Scajola che ha prevalso ad Imperia contro un altro candidato della destra.
Il centrosinistra vince a Fiumicino e vince soprattutto nel III Municipio di Roma con Giovanni Caudo ch’è riuscito a trovare il dialogo giusto con società civile e mondo cattolico.
Ma è nella Toscana, confermando le aspettative della vigilia, il vero ennesimo shock che arriva alla sinistra. Cadono le roccaforti di Pisa e Massa ed anche Siena.
Il vento di Salvini arriva a Pisa dopo venticinque anni di sinistra con Michele Conti.
È una debacle che travolge nuovamente la classe dirigente del PD immobile di fronte ai fatti locali e nazionali abilmente cavalcati da Salvini.
Un passaggio che impone decisioni forti ed unitarie che escludano i personalismi.
Magrissima la consolazione per un importante comune della Piana di Firenze che ha visto confermare la sinistra alla guida di Campi Bisenzio.
Ad Ancona vince il centro sinistra rinnovando la fiducia alla sindaca Valeria Mancinelli che ha voluto giocare tutto sulla credibilità ribaltando il voto delle politiche che aveva dato il consenso al M5S.
Teramo e Brindisi consolano la sinistra con due vittorie importanti.
Buono il risultato di Avellino, ed Imola per i grillini ma ch’è ben poca cosa di fronte alle aspettative della vigilia delle amministrative.
Un voto indiscutibile che consegna larga parte dei Comuni alla destra ma che racconta di una volatilità del voto che chiude per sempre la stagione della fedeltà al voto indipendentemente dalla tradizione degli elettori. Dunque anche nel voto amministrativo niente rimane scontato, nessuna fedeltà rimane a vita.