LA GIORNATA MONDIALE DEI CANI IN UFFICIO, RACCONTATA DA LORO

DI RENATA BUONAIUTO

E’ la giornata mondiale dei cani in ufficio ed il web si scatena con video e decaloghi infiniti per enunciare le proprietà terapeutiche derivanti dalla presenza dei nostri amici a quattro zampe nei corridoi, sotto le scrivanie, nelle sale riunioni.

Inizio ad immaginare la scena.

Decine di auto che transitano sulle tangenziali di buon mattino con annoiate ed innocenti bestiole al seguito, costrette loro malgrado ad affrontare traffico e suoni di clacson assordanti. Ma la gita in auto ha anche il suo fascino, ci sono tanti odori nuovi da “sniffare” e tante luci strane che si accendono e si spengono, suoni e rumori mai ascoltati prima, insomma tutto sommato, questa esperienza se, isolata può anche andar bene. Una volta giunti a destinazione gli ignari ed innocenti cagnolini si troverebbero catapultati in un mondo veramente incredibile. Decine di volti pronti a scrutarli, accarezzarli, chiamarli con strani nomi che per nulla assomigliano ai loro. Centinaia di mani si accavallerebbero sul loro capo, e le prime ore trascorrerebbero nel tentativo di provarle tutte, una leccatina, un lieve morsetto giusto per assaporarne la consistenza, per poterli riconoscere. Poi finalmente liberi di scorrazzare nelle stanze. Incredibile la scoperta dei cestini, un passatempo interessante provare a svuotarli e masticarne qualche foglio, ma ci sono anche tanti fili, un vero spasso….”Chissà perché il mio padrone quando torna a casa si lamenta sempre di esser stanco, in fondo qui mi diverto tanto. Ci sono pure centinaia di scarpe, ad annusarle tutte potrei avere una crisi per over dose”.
Dopo le feste di rito, i saluti e le coccole i nostri amici a quattro zampe inizierebbero ad esplorare anche le altre stanze, approfitterebbero dei lunghi corridoi per intraprendere sfide di corse, giocare ad “acchiapparello” e poi lì in fondo c’è una cagnolina niente male, potrebbe nascere anche un flirt, “Peccato che i nostri padroni proprio non si sopportano ed ogni volta che mi ci avvicino, la mia “mamma”, mi chiama tutta stizzita…certo questi umani sono proprio strani”.
In poche ore bipedi e quadrupedi affollerebbero gli uffici, un delirio di zampe e di code con tanto di ciotole d’acqua rovesciate sul pavimento, croccantini sparsi nei corridoi e tanto pelo in caduta libera sulle scrivanie. Non vorrei essere nei panni delle persone che l’indomani dovrà provvedere alla pulizia dei locali.
E poi c’è quella barboncina infiocchettata che ha perso tutto il suo charme per inseguire un dalmata snello e pieno di energie, quel pincher abituato alle braccia della sua padrona e adesso è in balia di un meticcio che in poche ore intende svelargli tutti i trucchi per distruggere una casa senza esser visti.
I padroni intanto dopo una fase di “falsi” e “smielati” complimenti, passerebbe alle critiche a tutto spiano: “Ma guarda come l’ha conciata? Non ci bastava lei ogni giorno in ufficio con quel trucco vistoso adesso ci tocca sciropparci anche il suo yorkshare con nastrini e collarini brillantinati” e poi c’è il collega che ogni giorno arriva in ritardo e con la maglia macchiata tutto fiero del suo improbabile pastore che si trascina stanco ed annoiato fra gli scaffali ed i computer.
Ma per fortuna anche la giornata dei cani in ufficio, volge al termine. C’è qualche ricciolo in meno al barboncino della Clara e tanta bava che scivola giù dal muso di un cocker, ma sono tutti felici adesso di ritrovarsi in auto, si torna a casa fra le braccia di “mamma” e “papà”.
Il divano stasera è anche mio in fondo me lo sono meritato!