L’EURODEPUTATA SCHLEIN: ” LA PROPOSTA DI CONTE? NULLA DI RIVOLUZIONARIO. SALVINI VUOLE SPACCARE L’EUROPA”

DI GIULIO CAVALLI

Elly Schlein è l’eurodeputata italiana (in quota al partito Possibile) relatrice per il gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo per la riforma del sistema di Dublino. Sul tema dell’immigrazione ha lavorato per tutto il suo mandato in questi quattro anni e conosce bene il sistema d’accoglienza europeo che in queste settimane è al centro del dibattito europeo. Abbiamo provato con lei a mettere ordine tra la ridda di annunci e dichiarazioni.

Onorevole Schlein partiamo dalle proposte del premier Conte: sono davvero rivoluzionarie?

È stata presentata come proposta rivoluzionaria ma non c’è niente di nuovo: la prima parte sono le solite idee di esternalizzazione delle frontiere. Do loro una notizia: non sono originali, sono anni che si prova a fare politiche di contenimento di flussi all’origine con accordi cinici con Turchia e Libia, e con l’esternalizzazione delle frontiere e l’unico effetto ottenuto è stato quello di violare diritti fondamentali altrove e di aprire rotte nuove sempre più pericolose, sempre verso l’Italia e la Grecia. Il resto dei punti sono già contenuti nell’ambiziosa proposta di riforma del tratta di Dublino che è passata a maggioranza come la cancellazione dell’ipocrita criterio del primo Paese d’accesso che da sempre pesa sui paesi ai confini caldi dell’Unione oppure la ridistribuzione delle richieste in tutti i Paesi europei valorizzando i legami significativi (ovvero eventuali rapporti pregressi del richiedente asilo con qualche Paese dell’Unione). Terza cosa già presente: per quanto scritta in modo impacciato dal governo italiano c’è l’idea che abbiamo già fatto votare che il Paese non rispetta gli obblighi abbia sanzioni pecuniarie sui fondi strutturali. Non c’è niente di nuovo. Ne emerge che come sapevamo il governo italiano non può che sostenere una riforma già approvata dai due terzi del parlamento europeo. C’è da chiedersi piuttosto perché Lega e M5S non l’hanno votata.

Come hanno seguito i lavori di riforma dell’accordo di Dublino i gruppi parlamentare europei di Lega e M5S?

La Lega non si è mai presentata a nessuna delle 22 riunioni di negoziato su Dublino, che è una partita fondamentale per l’Italia perché è per quel regolamento che le persone sono obbligate a vedere esaminata la loro richiesta di asilo nel primo paese d’Europa in cui arrivano ed è sempre per Dublino che in questi anni gli altri Paesi hanno potuto mandare indietro in Italia migliaia di persone. I leghisti non si sono mai presentati nemmeno a difendere i pochi emendamenti che hanno scritto: hanno votato contro in commissione e si sono astenuti in aula perché si sono resi conto. I 5 Stelle hanno votato contro insieme ai deputati dell’est che rifiutano qualsiasi forma di solidarietà interna e i ricollocamenti obbligatori avanzando argomenti che sono sostanzialmente fake news: dicono che i migranti economici starebbero in Italia ed è falso (non puoi sapere chi ha bisogno di protezione internazionale fino alla fine delle pratiche) e dicono che ci sarebbero degli oneri aggiuntivi e anche questo è falso poiché semplicemente danno un’interpretazione assurda a un articolo che loro stessi non hanno mai emendato.

Come si vive al Parlamento Europeo l’atteggiamento di Salvini?

Sulla vicenda della nave Aquarius c’è stato un dibattito piuttosto acceso. La cosa scandalosa è che è una decisione vigliacca perché sposta sulla pelle una battaglia che non può che passare dalla riforma del regolamento di Dublino. Si rassegni Salvini, tutto il resto non va. Oggi si è preso una sberla dal governo libico. Del resto almeno che non siamo ancora nel tempo del colonialismo non puoi decidere di mettere centri in altri Paesi: oggi in Libia Salvini non ha fatto altro che andare a parlare male delle Ong con Al Sarraj.

Che scenario futuro è possibile?

Bisogna mobilitarsi. Questo giovedì i governi si riuniscono nel consiglio europeo che discuterà anche di immigrazione. Hanno la responsabilità storica di decidere di cambiare Dublino. Decidere di non decidere non è un’opzione. È la loro inerzia e incapacità di trovare soluzioni comuni che ha spalancato le porte per il rigurgito nazionalista di molti Paesi. Quello che dico ai cari Macron e Merkel è che se non vogliono che il loro europeismo rimanga solo di facciata prendano esempio dal Parlamento e appoggino la nostra riforma che è paradigmatica del fatto che nessun Paese può salvarsi da solo. L’immigrazione di questi anni ha rafforzato Orban che si è allargato all’Italia e all’Austria. Se non si riforma Dublino come vuole Orban avrà vinto lui. Salvini su questa partita deve decidere da che parte stare: Conte dice una cosa e Salvini ne dice un’altra. L’asse che Salvini vuole con Orban sacrifica l’interesse italiano sulla solidarietà interna per raggiungere il suo obiettivo politico reale che è di smantellare l’Unione Europea. Proprio per sfidare gli egoismo nazionali che hanno impedito di trovare soluzioni comuni abbiamo lanciato una grande mobilitazione europea (#EuropeanSolidarity) per mercoledì 27: riempiremo le piazze europee di barchette di carta, simbolo praticamente forte, per chiedere ai governi di fare la propria parte sull’accoglienza, di cambiare Dublino e aprire vie legali e sicure per accesso a tutti i Paesi dell’Unione. All’appello hanno già aderito in moltissimi tra associazioni, politici e cittadini.

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