LIFELINE IN PORTO OGGI A MALTA, OTTO PAESI PRONTI A OSPITARE I PROFUGHI

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

Un incontro segreto che si è svolto a Roma tra Conte e Macron , pare aver portato alla soluzione del caso Lifeline di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi.
Questa mattina Conte ha infatti annunciato: “Ho appena sentito al telefono il presidente Muscat: la nave della ong Lifeline attraccherà a Malta”. Il colloquio è stato confermato nel pomeriggio dal presidente francese che lo ha definito “uno scambio proficuo e interessante su come rispondere nella maniera più efficace possibile alla questione dei flussi”. in mattinata c’è stato l’alt della Germania con l’opposizione del ministro tedesco Horst Seehofer.
Quindi la nave dell’ong riuscirà ad attraccare nei porti maltesi.
Conte dopo avere dato l’annuncio dell’intesa raggiunta con Muscat ha dichiarato: l’Italia farà la sua parte e accoglierà una quota dei migranti che sono a bordo”.

Il premier maltese Muscat ha definito ‘Lifeline un caso unico’. Sono otto il numero di Paesi Ue che hanno dato disponibilità ad accogliere i migranti della Lifeline: Belgio, Malta, Italia, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Olanda.
Muscat avrebbe accettato di far sbarcare i migranti a patto che vengano subito redistribuiti tra i Paesi europei. «Vogliamo evitare un’escalation della crisi umanitaria attraverso una condivisione di responsabilità da parte di alcuni stati volenterosi», questo si legge in una nota del governo maltese
Lifeline era bloccata da giorni in mare con 234 migranti a bordo, sarebbe la Germania a chiedere maggiori garanzie sulle quote di ripartizione dei migranti tra i paesi europei pronti ad accoglierli.
“La Lifeline verrà sequestrata per dare avvio di un’indagine, il capitano dell’imbarcazione ha ignorato le leggi internazionali, non si è trattato di uno scontro tra due stati membri”, ha aggiunto Muscat.
Nel pomeriggio di oggi

la Lifeline avrà il permesso di attraccare a Malta a darne annuncio è stato il premier maltese. La colpa di questa vicenda a suo dire “ricade sul capitano”.
Non si fa attendere l’esultanza di Salvini
“La nave fuorilegge Lifeline arriverà a Malta e lì verrà bloccata per accertamenti. Altro successo del governo italiano: dopo anni di parole, in un mese arrivano i fatti!”. Il tweet del ministro Salvini. «’Il clima non è più favorevole alle Ong’ in Italia lamenta Frédéric Penard della nave Aquarius, quella che abbiamo mandato in Spagna. Per loro questa settimana niente scalo al porto di Catania, come facevano sempre, ma andranno diretti al porto di Marsiglia. Come mi dispiace…». Malta aveva parlato di “vera disumanità” per non aver subito accolto la nave in un porto italiano, definendo Salvini “un arrogante”.

Alcune fonti maltesi tengono a fornire una ricostruzione differente della questione smentendo che la situazione di impasse si sia sbloccata grazie all’incontro di ieri. Secondo La Valletta, il caso si sarebbe risolto grazie al confronto diretto fra Malta e le istituzioni europee.
La nave dovrà essere tenuta sotto sequestro fino alla conclusione dell’inchiesta della magistratura maltese, che indaga sul fatto che l’Olanda ha ufficialmente confermato, nero su bianco, che la nave non è nel loro registro navale e che l’imbarcazione risulta come nave da diporto e che come tale non può compiere intercettazioni di naufraghi».
Intanto continua la polemica internazionale innescata dal caso LIfeline: il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer «agisce come una versione tedesca del collega italiano Salvini e rende il governo tedesco complice della mancata assistenza a persone in pericolo». Lo dice Axel Steier, di Lifeline, in un comunicato. «Se la situazione a bordo della nave subirà un’escalation a causa delle condizioni di sfinimento e debolezza delle persone a bordo, e del peggioramento del tempo, Seehofer ne avrà piena responsabilità», aggiunge nella nota che sembra adesso almeno in parte superata dal via libera delle autorità maltesi.
È il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer ad avere impedito alla Germania di partecipare all’accordo e accogliere una quota dei profughi della nave Lifeline. Tutti gli altri politici avrebbero la volontà di risolvere il problema. È quello che ha detto Axel Steier, spiegando quali siano le difficoltà che impediscono alla Germania di partecipare all’accordo con gli altri Stati disposti ad accettare i profughi della nave.

«Oggi in Consiglio dei ministri, se il tempo lo consentirà, doneremo altre 12 motovedette alla Libia con conseguente formazione degli equipaggi per continuare a proteggere vite nel Mediterraneo». Questo ha detto al question time il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Noi – ha ricordato Salvini – abbiamo formato 213 addetti della Guardia costiera libica ed altri 300 potrebbero essere addestrati nell’ambito della missione Ue ‘Sophià»

La nave Aquarius, noleggiata dalla Ong francese SOS-Mediterranée per soccorrere migranti in mare, si sta dirigendo verso Marsiglia, nel sud della Francia, dopo il rifiuto di Malta a uno sbarco sulle sue coste per uno scalo tecnico. SOS Mediterranée ha reso noto ai media francesi di essere stata respinta da Malta e di non poter sbarcare in Italia per lo scalo, obbligatorio ogni tre settimane per rifornimento e cambio di equipaggio. La Aquarius, dopo l’odissea conclusa nel porto di Valencia lo scorso 17 giugno, era tornata dall’altro ieri in acque internazionali al largo della Libia. Ieri aveva fatto sapere che il Centro di coordinamento marittimo della Guardia costiera di Roma aveva segnalato «fino a 7 imbarcazioni in pericolo e bisognose di urgente aiuto. Secondo quanto apprendiamo, sono state intercettate dalla Guardia costiera libica».
LA VICENDA
Fino al 22 Giugno la situazione della nave Lifeline che ha soccorso 400 migranti (tra cui 14 donne e 4 bambini) al largo della Libia era senza soluzione. Tra i tweet di Salvini infatti si leggeva: «La nave fuorilegge Lifeline è ora in acque di Malta, col suo carico di 239 immigrati. Per sicurezza di equipaggio e passeggeri abbiamo chiesto che Malta apra i porti. Chiaro che poi quella nave dovrà essere sequestrata, ed il suo equipaggio fermato. Mai più in mare a trafficare»: Su Twitter è comparsa la replica della Lifeline con tanto di foto di un certificato che attesterebbe che l’imbarcazione batte bandiera olandese.
“La nostra nave batte bandiera olandese” si legge nel messaggio. Nel documento Amsterdam è il porto «di casa» e il 19 settembre 2017 la data di registrazione con scadenza il 19 settembre 2019. La ong ribadisce inoltre che l’intervento effettuato è avvenuto in acque internazionali.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Tonineli ha dichiarato che lo nave Lifeline sarebbe stata sequestrata dalle autorità italiane.
Il 23 Giugno la Lifeline ha lanciato l’allarme con un tweet: “Mv_Lifeline si trova con più di 200 persone a sud di Malta in acque internazionali. Poiché alcune scorte sono finite, oggi dobbiamo fare rifornimento alla nave. Abbiamo bisogno di medicine, coperte, ecc.”.
Alle 12.05 – Sulla nave Lifeline Malta fa sapere che nessuna richiesta ufficiale è arrivata dal governo italiano per accogliere la nave della Ong che trasporta 239 persone. “Malgrado la retorica di Salvini, nè la Lifeline nè il coordinamento di Roma hanno trasmesso a Malta una richiesta formale di accogliere la nave” scrive Malta Today citando fonti governative de La Valletta.
Alle 18.00 La Capitaneria di porto italiana ha chiesto ufficialmente a Malta di far attraccare la nave Lifeline che si trova al largo della costa maltese con a bordo oltre 200 migranti.
La sera dello stesso giorno alle 20.30 La richiesta inoltrata dalla Capitaneria di porto italiana a Malta è stata rispedita al mittente. Il governo maltese ha risposto negativamente a quella che era a tutti gli effetti una richiesta ufficiale di accogliere la nave Lifeline e far sbarcare i 224 migranti che sta trasportando, rifiutando di fatto ogni tipo di intervento in favore dell’imbarcazione della Ong olandese.
Malta si è detta disponibile soltanto ad effettuare “un soccorso mirato a pochi casi di prima emergenza” e, secondo il governo maltese, quello della Lifeline non è un caso di imminente pericolo.

Le 234 persone salvate giovedì scorso davanti alle coste libiche dovrebbero essere ridistribuite subito su base volontaria tra un drappello di Paesi dell’Ue: una soluzione inedita nella gestione degli sbarchi, che potrebbe segnare un precedente nella politica europea. Il governo italiano già rivendica questo come un successo nel giorno in cui incassa anche un’apertura dalla Commissione europea. Si attende che tutti gli Stati coinvolti nei colloqui accettino di accogliere la loro quota di passeggeri della Lifeline. Dalla Lifeline si sono detti soddisfatti del sostegno maltese . Situazioni “scomode”, giocate sulla pelle di persone che ignare di tutto si avventurano per inseguire situazioni migliori, anche se sempre più spesso si ritrovano a dover sfidare oltre alle onde del mare, dosi di insensibilità che sono difficili da placare.