STRONGER, L’EROE DELLA MARATONA DI BOSTON

DI ELISABETTA VILLAGGIO

Esce il 4 luglio, il giorno dell’Indipendenza americana, Stronger, io sono più forte, diretto da David Gordon Green, con un bravissimo Jake Gyllenhaal nel ruolo del protagonista, il film sull’attentato alla Maratona di Boston del 2013.                                                                                                                  Jeff Bauman è al traguardo ad aspettare la sua fidanzata che corre quando due bombe esplodono e gli disintegrano le gambe dal ginocchio in giù. La foto di Jeff senza gambe portato via fa il giro del mondo e diventa il simbolo di quella tragedia. Di colpo la vita di quel ragazzo qualunque cambia radicalmente: non ha più le gambe ma è un eroe.

Un film che racconta l’America profonda e, anche se è ambientato a Boston, è la periferia quella che vediamo. Il protagonista è un ragazzo di 27 anni che, mentre aspetta la sua fidanzata al traguardo, e lei dista circa 1 miglio da lì, salta in aria e perde le gambe. Viene soccorso da Carlos, un uomo che è lì tra la folla, che gli blocca l’emorragia con due lacci, lo carica su una sedia a rotelle e lo porta in salvo. Inoltre quel ragazzo che riesce a sopravvivere ha riconosciuto l’uomo che ha messo una delle due bombe e aiuta la polizia nelle indagini che portano alla cattura di tutti i terroristi di quell’attentato. Diventa così un eroe.                                                                                     La storia è raccontata in modo intimistico, dal di dentro. Una madre semi alcolizzata che vive in un minuscolo e disordinato appartamento di periferia con un figlio di 27 anni che non vuole lasciare andare via e lui si accontenta di lavorare in una puzzolente azienda di polli fritti. Di colpo per quell’attentato la sua vita cambia drasticamente. È senza gambe, si sente un handicappato, è pieno di dolori e prende molte medicine. Vive in un incubo. Ma diventa anche una star, l’eroe, stronger, il più forte. Tutta la famiglia, gli amici, la fidanzata sono coinvolti in questa storia più grande di loro e vivono questo momento di gloria pensando che a Jeff faccia bene mentre per lui è un incubo fino a che capisce come superare il dolore e andare avanti. Bravissimi tutti gli attori. I personaggi rappresentano l’America provinciale, quella che forse ha votato Trump, bianchi che vivono con poco, senza riferimenti culturali, che mangiano schifezze e bevono molto.

Tutta la storia è basata sul racconto molto personale di Jeff con la sua vita, le sue paure, i suoi limiti e lascia fuori tutto ciò che è istituzionale tranne i Red Socks, squadra di baseball di Boston, che lo elegge a simbolo e quando nel 2013 conquista il titolo ringrazia Jeff per l’impresa.
Stronger è tratto dal libro sulla vicenda scritto dallo stesso Bauman con lo scrittore Bret Witter.
Un film che vuole commuovere, impressionare e racconta una vicenda umana terribile partendo dalle piccole cose, indagando sull’aspetto psicologico e non parlando dell’attentato o del terrorismo che rimangono marginali.