MORTO A 93 ANNI GIORGIO ODDONE, MISTER VINAVIL: UN UOMO ATTACCATO ALLA VITA

DI- STEFANO ALGERINI

L’estate scorsa se n’era andato Giorgio Balma, l’inventore della mitica “Coccoina”, quest’anno è toccato a Carlo Oddone, il creatore dell’altrettanto leggendario “Vinavil”.  Ci hanno lasciato alla stessa età: 93 anni, non pochi. Si può dire che entrambi erano “ben attaccati” alla vita. Oddone era piemontese, mentre Balma ligure, e se si vuole i loro prodotti richiamavano le rispettive origini: la Coccoina aveva la sua confezione fighetta dal gusto Liberty: una colla da Portofino e zone limitrofe insomma, da portare in giro sullo spiderino per fare colpo sulla turista nordica. Il Vinavil invece, con la sua confezione spartana e bicolore, poteva essere brandito (e magari anche lanciato) fuori dai cancelli di Mirafiori durante l’autunno del 1980.  La prima si passava gentilmente su fogli di carta grazie al pennello contenuto all’interno delle confezione, l’altro si spremeva con gesto virile per incollare principalmente pezzi di legno. Due mondi diversi insomma.

Oddone sviluppò il suo “gioiello” negli anni sessanta lavorando per la “Montecatini”, altro nome mitologico del dopoguerra italiano. Un’azienda nata per sfruttare le miniere della Val di Cecina (da cui il nome) ma che nel corso degli anni si trasformò in un gigante che produceva qualunque cosa avesse a che fare con il chimico e dintorni. E il “Polivinilacetato” (il nome tecnico del Vinavil) dunque ci sguazzava come un paperotto nello stagno. E da lì diventò in poco tempo una celebrità nazionale, una di quelle rare cose che da marchio commerciale diventano sostantivo maschile regolarmente reperibile nei dizionari. Ma al di là di questo, se qualcosa si rompeva in casa la frase canonica era: “Prova con il Vinavil”. Dove peraltro la parola chiave era “prova”. Eh sì, perché se è vero che la colla vinilica made in Villadossola era una colla “buona”, nel senso di non tossica, c’è anche da dire che i risultati non sempre erano di livello straordinario. Per ottenere un effetto decente infatti era necessario pressare le due parti dell’oggetto rovinato, mettendo altri oggetti a contrasto: praticamente per riparare una sedia si doveva cambiare l’arredamento della casa…

Però come si diceva era un prodotto piacevole, insomma se ti si attaccava alle mani (e capitava, eccome se capitava) si creava una pellicola semitrasparente che alla fine era anche divertente togliersi senza sforzo. Provate con un adesivo di quelli moderni: a parte che se ne usano poche gocce da flaconcini microscopici, ma poi se sfortunatamente ti cade sulle mani serve la carta vetrata per liberarsi dalla stretta mortale… Il Vinavil no, come la Coccoina era roba che potevano, e anzi dovevano, usare anche i bambini.  Una decina di anni fa poi la nostra eroica colla ebbe un ritorno di fiamma in fatto di popolarità grazie ad “Art Attack”: il cui conduttore Giovanni Muciaccia esortava i giovani telespettatori alla costruzione di ogni tipo di manufatto con l’uso di “abbondante colla vinilica”. Frase che entrò nel linguaggio corrente grazie anche alla irresistibile imitazione radiofonica che ne faceva Fiorello ai tempi di “Viva Radio 2”.

Con Carlo Oddone sicuramente non se ne andrà anche il Vinavil, azienda che ha stabilimenti negli Stati Uniti, in Canada ed in Egitto, i cui dipendenti della fabbrica storica di Villadossola giusto pochi giorni fa hanno lanciato il progetto di una «banca ore etica», dove poter accumulare ferie da donare a chi è costretto a rimanere a casa dal lavoro, per assistere familiari malati, un numero di giorni superiori a quelli disponibili. Questo per dire che il Vinavil è vivo e lotta insieme a noi. Certo però ci lascia un altro di quegli artigiani che hanno cambiato silenziosamente, e senza che ce ne accorgessimo, la nostra vita con piccole idee geniali. Persone sconosciute a cui soltanto la morte ha regalato un breve momento di notorietà. A pensarci bene roba parecchio triste, ma dolorosamente normale nel gigantesco “frullatore” in cui siamo immersi nelle nostre giornate colme di notizie spesso insignificanti. E anche questo piccolissimo ricordo, scritto da un signor nessuno che si impiastricciava le mani con il Vinavil, tra meno di mezza giornata sarà solo “parole perse nella rete”. Così va il mondo a metà dell’anno di grazia 2018: buon viaggio signor Oddone.