USA, IN MARCIA CONTRO LE POLITICHE DI TRUMP

DI ANNA LISA MINUTILLO

Il presidente americano Trump si ritrova sempre al centro di discussioni e critiche, in questo caso l’argomento  riguarda le misure adottate in tema migranti. Ciò che è accaduto ai confini con il Messico dove le famiglie sono state separate in modo arrogante e supponente, facendo poi ritrovare i bambini rinchiusi in gabbie non può certamente essere considerato un fiore all’occhiello, ma neanche ci si può aspettare che atteggiamenti come questi non comportino reazioni ed azioni oltre che nella sua terra anche in altre nazioni del mondo.
Immagini e reportage che hanno fatto il giro del mondo narrando una vicenda di cui non si può essere fieri.
Una “tolleranza zero”, insopportabile che ha portato migliaia di cittadini a manifestare occupando le strade di differenti capitali americane.
A Washington in una manifestazione di protesta contro il presidente americano è stata arrestata l’attrice Susan Sarandon, insieme a quasi 600 donne che hanno preso parte ad un sit-in in sostegno dei migranti di fronte al Senato.
Non è la prima vola che la Sarandon si schiera come donna, ma anche come cittadina, in modo deciso ed incisivo contro decisioni scellerate che non le scivolano addosso.
La polizia ha precisato che le persone arrestate sono state incriminate per aver dimostrato senza autorizzazione. La manifestazione è stata organizzata da gruppi di attiviste in particolare per chiedere la riunificazione delle famiglie divise e la chiusura dei centri di detenzione. La voce delle donne non teme e non indietreggia e questa è l’ennesima dimostrazione.
Non solo Washington ha fatto sentire la sua voce infatti,
migliaia di persone nella giornata di ieri, sono scese in piazza anche a Los Angeles, come in altre decine di città americane, contro le politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. Sul palco allestito di fronte al Municipio anche il cantante John Legend, oltre al sindaco della città degli Angeli Eric Garcetti e la deputata democratica Maxine Waters. I manifestanti si sono poi diretti in corteo verso il centro di detenzione federale che si trova a pochi isolati dal luogo del ritrovo.
Attivisti e associazioni della società civile hanno protestato nella città messicana di Juarez, al confine con gli Stati Uniti.
I manifestanti, hanno marciato fino al varco della frontiera, si sono così uniti idealmente alle oltre 700 marce organizzate in diverse città statunitensi contro la “tolleranza zero”
Molto importante far sentire ed in modo forte quanto i sistemi usati da Trump non siano la giusta strada da continuare a percorrere, ma mostrino quanto ancora ci sia da fare per cercare di mantenere alta quel po’ di umanità e comprensione che è riuscita a sopravvivere alla politica che invece di prendersi cura di chi dovrebbe rappresentare si preoccupa di fare interventi che sempre più ricordano situazioni passate che non hanno portato a nulla di buono.