PREMESSA PER UNA OPPOSIZIONE INTELLIGENTE

DI LANFRANCO TURCI

Il quadro che abbiamo di fronte dopo la costituzione del nuovo governo ci impone una opposizione ragionata che non si riduca alla denuncia dei tratti autoritari e xenofobi rappresentati in queste settimane dalle iniziative politiche e dalle rumorose dichiarazioni del capo della Lega Salvini. Ridurre il tutto alla minaccia di un nuovo fascismo contro cui mobilitare le forze democratiche del paese, oltre a costituire una rappresentazione parziale della realtà, ci potrebbe portare fuori strada.
Si deve riconoscere che questo governo ha cambiato l’agenda politica del paese, portando in primo piano temi come la politica europea, la immigrazione, la sicurezza, la Fornero e il reddito dei disoccupati: temi che sono molto sentiti dai ceti popolari. Ceti che erano in gran parte vecchi elettori di sinistra e che non possiamo ora considerare come travolti e sfigurati da un clima di odio e di paura. Per queste ragioni la nostra non può essere una opposizione a prescindere, che non sappia riconoscere le ragioni della nostra sconfitta.
Il Governo e in particolare la Lega tentano di catturare queste istanze dentro una cultura populista e di destra, esaltando più la xenofobia e la paura che la voglia di cambiamento che pure si è espressa in quel voto. La compresenza della proposta della Flat Tax del reddito di cittadinanza e della riforma della Fornero, senza una idea chiara di cosa proporre in Europa, segnano anche i tratti delle contraddizioni che potrebbero aprirsi a breve. Lo stesso vale per il discorso sulla immigrazione in cui la chiusura dei porti senza una adeguata strategia euromediterranea alle spalle, rischia di far scoppiare il gioco fra le mani degli apprendisti stregoni della Lega.
Ma sapremo inserirci in quelle contraddizioni se prenderemo sul serio i problemi posti e ne riconosceremo la fondatezza.