LEGA, 49 MILIONI DA RESTITUIRE AGLI ITALIANI. MA NESSUNO SI INDIGNA

DI VINCENZO PALIOTTI

In tanti ci chiediamo se è possibile che a capo del ministero degli interni, dicastero deputato a combattere l’illegalità, ci sia il capo di un partito per cui la Cassazione ha sentenziato di aver truffato lo stato, e quindi i cittadini, per 49 milioni di euro. Cassazione che ha richiesto la confisca dei beni del partito del ministro dell’interno che ne è appunto il capo. Quale affidabilità e credibilità quindi può avere questi nelle funzioni da espletare? Quale esempio ci viene da quanto si legge in merito? E come si può parlare di cambiamento se non in negativo? Quel cambiamento “minacciato” piuttosto che promesso, quel cambiamento che sa soltanto di repressione su ogni fronte! E poi, altre “promesse” dispensate con le stesse “modalità” anche in questioni che non riguardano direttamente quel ministero: sanità, difesa, economia. Spaziando quindi senza freni e senza rispetto per chi sarebbe deputato a farlo. Quale valore può avere “promettere” onestà, trasparenza, legalità se poi il principio che la legge è uguale per tutti, con tutte le conseguenze positive e negative, è smentito proprio da chi è a capo del dicastero che ne deve assicurare il rispetto? A questo punto viene spontaneo credere, come tanti hanno scritto, che la questione immigrati, divenuta ad arte il “problema nazionale” dal quale pare dipenda tutta la vita del paese, faccia parte del solito escamotage, “distrazione di massa”, per nascondere, aizzando la gente contro, una questione così importante e grave relegandola in una dimensione di scarsa rilevanza. E invece è gravissima e ce ne dovremmo rendere conto e soprattutto chiederne conto a chi di dovere. Eppure nessuna richiesta di chiarimento in Parlamento, nessuna interrogazione, meno che meno richiesta di dimissioni come accadeva spesso in passato e per questioni meno “rilevanti”. E la risposta del diretto interessato? Data in modo quasi infastidito, arrogante quasi provocatorio che non dice nulla, ma che principalmente non prende nessuna distanza da persone e fatti, Bossi è stato comunque presentato nella lista della lega per l’elezione al Senato nonostante sia stato riconosciuto principale responsabile per il “maltolto”. Tutto ciò, in buona sostanza, conferma che quel “la legge è uguale per tutti” vale si per tutti ma non per chi ha ricevuto un mandato elettorale, concetto che ci riporta indietro a qualcuno che di questo ne ha abusato impudentemente per anni, concetto tra l’altro contestato a viva voce da tutti, nessuno escluso, concetto che oggi trova il silenzio assoluto! Altro che nuovo. Purtroppo sapere nei sondaggi che questo partito è quasi al 30% nonostante tutto questo, è veramente segno brutto e pericoloso di quanto si stia degradando il paese oltre ogni misura. Tutto con buona pace di chi chiedeva gridando: “onestà, trasparenza, legalità”.