CRESCONO TRA L’INDIFFERENZA EPISODI DI VIOLENZA E INTOLLERANZA

DI GERARDO D’AMICO

Ricapitolando: vari bambini cacciati dai parchi dai loro stessi coetanei perché “neri”, il professore che si aggiunge alla classe spiegando ad uno studente che da loro i “froci” li massacrano. Gente che spara per il momento a pallini contro immigrati di colore. Un tripudio di braccia tese nel saluti della vergogna, di “tornatene a casa tua” se non vuoi il crocefisso.

E via elencando.

Non che tutto questo non accadesse a febbraio scorso o negli anni passati. La differenza è che adesso sembra normale, qualcuno ci fa il titoletto a fondo pagina e via. Addirittura qualche volta nel passato si è applicata la legge Mancino o quella Fiano, contro la discriminazione.

Come elencava Brecht dopo gli zingari ed i neri ed i gay verranno quelli che non la pensano come te, quelli che non votano come te, quelli che non offendono come te. E poi quelli che non camminano come te, non hanno la tua altezza ed il tuo colore degli occhi.

E chi pensa che sono ragazzate, si sbaglia: l’odio contagia, è come la sigaretta accesa buttata dal finestrino mentre si attraversa un pagliaio.

Ci sono prima io, tornatene nel tuo Paese», ragazza nigeriana picchiata mentre faceva la fila al bancomat

«Ci sono prima io, tornatene nel tuo Paese». È stata accusata di non aver rispettato la fila per il bancomat e picchiata brutalmente. Vittima una giovane nigeriana, aggredita a Sassari da un ragazzo che le ha prima strappato di mano il bancomat e l’ha spezzato in due, poi le ha preso il cellulare e l’ha scagliato per terra, rompendolo.