STUPITI DALLE AZIONI CONTRO LA LEGA MA QUEI SOLDI SONO DEL PAESE

DI LUCA SOLDI

 

 

Ci sono tanti stupiti per quello che viene definito un attacco frontale al partito che oggi va per la maggiore.

Ma secondo la Cassazione la Guardia di Finanza può procedere al blocco dei conti della Lega in forza del decreto di sequestro, emesso lo scorso 4 settembre dal pm di Genova. Non serve un nuovo provvedimento per eventuali somme trovate su conti in momenti successivi al decreto. 

“Ovunque venga rinvenuta” qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord – su conti bancari, libretti, depositi – deve essere sequestrata fino a raggiungere 49 milioni di euro, provento della truffa allo Stato per la quale e’ stato condannato in primo grado l’ex leader leghista Umberto Bossi. Viene così accolto una volta per tutte il ricorso del pm di Genova contro Matteo Salvini contrario ai sequestri a ‘tappeto’. Il Riesame ora deve sequire le indicazioni degli ermellini’. Finora bloccati 1,5mln di euro.

L’avvocato del Carroccio, Giovanni Ponti, sostiene invece che le uniche somme sequestrabili sono quelle trovate sui conti “al momento dell’esecuzione del sequestro” con “conseguente inammissibilità delle richieste del pm di procedere anche al sequestro delle somme ‘depositande'”.

La tesi che sostiene la Lega è che il pm potrebbe chiedere la confisca “anche delle somme future” solo durante il processo di appello. Ma la Cassazione ha obiettato che i soldi sui conti potrebbero non essere stati trovati al momento del decreto “per una impossibilità transitoria o reversibile” e il pm non deve dare conto di tutte le attività di indagine svolte “altrimenti la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento”.

Dall’attuale dirigenza sono arrivate subito le minacce di denunce verso di chi si vorrà approfittare di questa sentenza che mira a recuperare quei 49 milioni sottratti al Paese