LE COLF TORNANO A PARLARE ITALIANO

DI SILVIA GARAMBOIS

Un Paese che invecchia. Che ha bisogno di badanti. E – sorpresa? – ad accudire gli anziani, una badante su tre, è italiana. Censis, Istat, ricerche di fondazioni che si occupano delle famiglie, da qualche anno raccontano che molte badanti dell’Est tornano a casa “sostituite” dalle italiane: ma a certificarlo questa volta è l’Inps, e il dato è clamoroso perché in soli 5 anni la situazione è fortemente mutata. Nel 2012, infatti, le straniere erano oltre l’80% delle assistenti domestiche.

Nelle nostre case – dice l’istituto di previdenza, esaminando le posizioni contributive 2017 – ci sono 378.258 lavoratrici che arrivano da Ucraina, Polonia, Romania e comunque Paesi dell’Est, 232.563 italiane, e “solo” 69.325 Filippine, 59.089 provenienti dall’America del Sud, 47.160 dall’Asia Orientale, 31.754 dall’Africa Nord, e 18.159 dall’Africa del Centro-Sud. Abbiamo conquistato il secondo posto…

In questo quadro complessivo, le italiane fanno soprattutto i lavori domestici a ore (54,4%), ma rispetto all’anno scorso sono aumentate del 17,3% – è tantissimo – quelle che sono registrate come badanti (hanno superato le 88mila).

Sono dati da prendere tutto sommato con cautela, visto che si stima che per ogni lavoratore regolare ce ne sia almeno un altro al nero, ma sono comunque indicatori delle profonde mutazioni nel nostro Paese: un paese di vecchi, certo, ma soprattutto un paese in crisi che torna a lavori “abbandonati”. Un paese dove l’ascensore sociale, più che effettuare un brusco “stop”, è ridisceso di qualche piano…

All’inizio del millennio le colf italiane, conquistato finalmente il contratto di lavoro, temevano – vero – la concorrenza “in nero” delle straniere (continuiamo a parlare di donne perché sono a tutt’oggi l’88% del complesso di badanti e colf): ma non era un mestiere che volevano lasciare alle figlie…

Con la sanatoria del 2012 – che in generale per altro fu un mezzo flop – “esplose” il dato sulla presenza di collaboratrici familiari: erano molte più di un milione. Da allora, di anno in anno, la loro presenza nelle case è sempre diminuita, e senza girarci molto intorno anche gli istituti di ricerca ne hanno dato la responsabilità alla crisi; il primo risparmio in molte famiglie è stato quello dell’aiuto in casa.

Chi dell’aiuto non può fare a meno sono però gli anziani, così mentre diminuivano le colf, aumentavano le badanti: oggi le colf (dice Inps) sono in totale meno di 470mila (- 20mila rispetto all’anno passato), mentre le badanti sono diventate quasi 394mila (oltre 10mila in più in un anno) e si ipotizza che nel 2030 saranno 500mila. Crisi permettendo.