SALVINI: TUTTI FUORI!

DI SILVESTRO MONTANARO

Una circolare a firma dell’attuale Ministro degli Interni chiede una stretta feroce a prefetti, alla commissione per il diritto d’asilo e ai presidenti delle sezioni territoriali per quanto attiene al riconoscimento della protezione umanitaria. L’intento è restringere al massimo la concessione di questi permessi.
Si tratta della protezione umanitaria, una sorta di diritto d’asilo light che viene concesso per due anni (rinnovabili) in condizioni accertate di difficoltà umanitaria.
“Il permesso di soggiorno per motivi umanitari è stato concesso – scrive Salvini – in una varia gamma di situazioni collegate, a titolo esemplificativo, allo stato di salute, alla maternità, alla minore età, al tragico vissuto personale, alle traversie affrontate nel viaggio verso l’Italia, alla permanenza prolungata in Libia, per arrivare ad essere uno strumento premiale dell’integrazione”…..

D’ora in poi, sostiene Salvini, si cambia: “Tale prassi ha comportato la concessione di un titolo di soggiorno ad un gran numero di persone che, anche in base alla normativa europea sul diritto d’asilo, non avevano al momento dell’ingresso del nostro Paese i requisiti per la protezione internazionale e che, ora, permangono sul territorio con difficoltà d’inserimento e con consequenziali problematiche sociali che, nel quotidiano, involgono anche motivi di sicurezza”.
Quindi, visto che l’accoglienza funziona male, meglio respingere donne in cinta e bambini, abbandonarli al loro destino.
“A tal fine intendo richiamare l’attenzione dei Collegi per il riconoscimento del diritto d’asilo sulla necessità rigorosa dell’esame delle circostanze di vulnerabilità degne di tutela che, ovviamente, non possono essere riconducibili a mere e generiche condizioni di difficoltà”…..
A tal fine, il ministro richiama una sentenza della Cassazione che indica in “seri motivi” la ragione di concessione dei permessi. E li definisce tali quando si presentano “condizioni di partenza di privazione o violazione dei diritti umani nel Paese di origine”. Non basta, insiste il leader della Lega, “la mera constatazione di criticità benché evidenti e circostanziate”.
Per Salvini non sono sufficienti “criticità circostanziate”, insomma. Neanche se si tratta di minori, donne in gravidanza, oppure migranti in balia di viaggi della morte per mare o fermi da chissà quando e chissà in che condizioni in Libia. Pietà l’è morta…

 

p.s: più tardi Salvini assicura che bambini e donne  incinte  non c’entrano con la sua circolare, ma la stretta è resa evidente dallo spostamento di 43 milioni dall’accoglienza ai rimpatri.