SVEZIA, TRA NATURA E SERENE ATMOSFERE

DI EMILIO MARRESE

Alla Svezia c’è tanta di quella natura che dopo 1500 km di boschi, alberi, laghi, boschi, alberi, laghi, boschi e insomma appena son tornato ho fatto quattro volte la tangenziale a polmoni aperti sennò morivo.
Alla Svezia è tutto coltivato a Ikea. Non lo sanno, tutti quegli alberi lì, che prima o poi saranno comodini.
Alla Svezia in questo periodo il sole tramonta verso mezzanotte e dopo un quarto d’ora è di nuovo lì che non ha neanche fatto in tempo a pisciare, davvero.
Alla Svezia non fa mai buio ed è una cosa un po’ alienante: dopo tre giorni gli ho detto che Ustica sono stato io purché spegnessero. Macché.
Alla Svezia le autostrade sono gratis credo per incentivare un po’ l’inquinamento.
Alla Svezia non ho visto un poliziotto o un vigile urbano in nove giorni.
Perché, alla Svezia, se tu metti un cartello che dice “qui forse un giorno potremmo eventualmente – ma proprio solo se non sappiamo cosa fare e ci avanza della vernice, non è detto, anzi è improbabile -, mettere un limite di velocità, ma più no che sì. anzi guarda fai finta che non abbiamo detto nulla”, be’ la gente inchioda.
Alla Svezia si preoccupano un po’ solo se sei un serial killer, si vede.
Alla Svezia ci sono negozi e ristoranti che non vogliono essere pagati in contanti, lo scrivono fuori, gli fa proprio schifo.
Alla Svezia è l’unico posto del mondo dove ti chiedono se vuoi la ricevuta dopo averla fatta.
Alla Svezia ho visto un idraulico italiano che si è impiccato con la stoppa.
Alla Svezia ci sono posti dove non c’è niente ma loro ti dicono che c’erano i vichinghi che si pigliavano proprio lì a martellate nelle gengive per trecento anni e ci fanno un museo della madonna per dirti cosa c’era, ma non c’è niente lo stesso.
Alla Svezia ho visto due foche su uno scoglio che erano pure vive.