PERCHÉ NON SOSTITUIRE L’ORA DI RELIGIONE CON STORIA DELLE RELIGIONI?

DI MICHELE MALAGUTI

I ragazzi che non frequentano l’ora di religione li vedo tutto l’anno scolastico. Fanno altro, magari ripassano materie diverse, oppure seguono un progetto con un insegnante appositamente incaricato.
L’ora di religione, suona la campanella e dall’aula escono in 4, in 5, in 8…e i ragazzi si separano.
Chi la fa, chi non la fa.
E si separano quasi sempre sulla base delle appartenenze religiose – proprie o della famiglia – oppure delle convinzioni culturali, non sulla base di un piano di studi o di una programmazione individualizzata, come talvolta si rende necessario.
Si separano nella scuola, che dovrebbe invece essere il luogo dell’aggregazione e della condivisione.
In Spagna il nuovo ministro dell’istruzione ha dichiarato la volontà di sostituire l’ora di religione con l’ora di educazione civica. Per tutti.
Ma si potrebbe pensare di sostituire l’ora di religione con l’ora di storia delle religioni, o con l’ora di un’altra materia, con un progetto culturale, con un “cantiere operativo”, o con quello che si vuole, anche a discrezione dei ragazzi, che sceglieranno però sulla base dei propri interessi e delle proprie attitudini, non in relazione al Dio che legittimamente si crede o non si crede.
Io penso sia un’idea buona e giusta, soprattutto in un momento storico che richiederebbe massima condivisione e integrazione, già a partire dall’età scolare.
Poi ognuno, nella sua sfera privata, continuerà a frequentare la Chiesa che vuole, il catechismo che vuole, la funzione che sente propria, o niente di tutto questo, e nulla al mondo dovrà impedirglielo.