RAZZISMO AL CONTRARIO E QUEI BUONI CHE ORMAI SON TUTTI CATTIVI

DI LUCA SOLDI 

 

 

Fra accuse che corrono sul web c’è quella che vede i difensori dell’umanità colpevoli di razzismo al contrario.

In pratica si sostiene che questi signori per puro spirito di contraddizione, per pura appartenenza partigiana, per credo politico o religiosi sono disposti a perdonare, ad esaltare l’invasione dei migranti.
In pratica quello che un tempo era l’accusa di esser troppo buoni, troppo commiserevoli si è trasformata in colpa grave, in complicità, in un voler fiancheggiare i disturbatori della pace sociale
Diventati ormai “cattivissimi” e traditori,
i troppo buoni, non trovano più pace e la caccia si scatena sul web come per le strade, le spiagge, sui luoghi di lavoro.
L’accusa era considerata un po’ complicata da reggere qualche tempo addietro ma oggi ha il suo bel consenso come abbiamo visto nella vicenda delle reazioni dei conservatori più accaniti di fronte alla gioia per successo delle quattro ragazze ai Giochi del Mediterraneo.
La deriva trova sostenitori perché la mancanza di umanità non è ormai più una colpa.
Salvini approfittando dei peggiori istinti che sembrano vincenti nel mondo ha portato il Paese ed estremizzare le posizioni e facendo vincere l’io ed il mio al posto del noi e del nostro.
Ha sdoganato l’egoismo piuttosto che il populismo aiutato da una pseudo sinistra che ha lavorato con il massimo dell’impegno per allungare le distanze dai valori fondanti e dalla sua gente.
Così oggi si trova facile seguire il teorema del “dagli al nero”, vince il nascondersi dietro le difficoltà economiche del Paese, dietro le accuse di speculazione per i famosi 35 euro, dietro le altre accuse di sostenere indirettamente il mondo delle illegalità, dello spaccio, del caporalato.
Nessuno bada a citare numeri e statistiche, tutto diventa soggettivo.
Nessun accenno al fatto che il confine fra solidarietà e legalità è ben definito, che nessuno, salvo i soliti profittatori, vuole la vittoria dell’anarchia su uno Stato che dovrebbe essere di diritto( e di doveri).
Che il tema vero dovrebbe essere quello di una Giustizia efficiente e della certezza della pena proporzionata al reato.
Meno che mai nessun accenno a quello che il nostro benessere toglie in termini di ricchezze ed opportunità proprio alla terra d’Africa.
Infelice poi poter affermare quello che ogni giorno il popolo dei migranti realizza in termini di ricchezza alla nostra comunità.
C’è la censura e la minaccia di esilio come abbiamo visto la reazione al tentativo di Boeri di riaffermare con la certezza dei numeri i proclami dal balcone di Salvini
Impossibile accennare alla memoria della nostra storia che ha visto colpire decine di milioni di persone
In una deriva che vede perdere la memoria proprio i figli ed i nipoti di quei migranti che pure ebbero da soffrire per i razzismi del tempo
C’è la spavalderia, la sbruffoneria al comando che sbeffeggia su diritti e valori, compreso quelli religiosi che opportunamente si cerca di riadattare alle paure del tempo.
E quale soluzione migliore a tutto ciò se non seguitare, ormai diventati cattivi, nel cammino intrapreso, quello della difesa di quel poco di umanità che rimane. Magari sottolineando tutto ciò nell’indossare una maglietta rossa come ha indicato di fare Libera e don Ciotti proprio sabato 7 luglio per rappresentare in modo visibile, intenso che essere umani, sentirsi umani non è affatto una vergogna.
In fondo esser testardi può essere una virtù che ci può aiutare a non adeguarsi alla deriva del tempo