ADDIO A CARLO VANZINA

 

DI ELISABETTA VILLAGGIO

Se ne va, in punta di piedi e con grande discrezione come ha sempre vissuto, Carlo Vanzina. Una breve nota della moglie Lisa e del fratello Enrico dà l’annuncio: “Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”.

Carlo era una persona gentile, educata e affettuosa. Cresciuto sui set, il padre era Steno regista delle commedie all’italiana, aveva lavorato come aiuto regista di grandi come Mario Monicelli. Era poi diventato lui un regista e con il fratello scrivevano e producevano i loro film: commedie che raccontavano un’Italia burlona e chiassosa, un’Italia che cercava il divertimento. Lui era una persona che parlava a voce bassa, che non si metteva in mostra. Insomma un po’ il contrario dei personaggi dei suoi film. Lo avevo incontrato l’anno scorso all’inaugurazione della mostra su suo padre alla Galleria d’Arte Moderna di Roma e poi, qualche mese dopo, al funerale di mio padre. Sempre gentile, sempre affettuoso.

Carlo era nato a Roma, il 13 marzo 1951, e amava questa città che ha anche molto raccontato nel suo lavoro, lavoro che adorava e al quale si è sempre dedicato moltissimo con passione ed energia fin da quando era un ragazzino. Infatti ha realizzato circa 60 film in quarant’anni di carriera. Ho ancora in mente l’immagine di lui quando al funerale di suo padre, morto proprio il giorno del suo compleanno il 13 marzo ’88, dove io avevo accompagnato il mio, all’uscita si è buttato tra le braccia di mio padre piangendo come un vitello. Questa mattina quando ho letto la notizia su internet non ci volevo credere. Mi dispiace Carlo, te ne sei andato troppo presto, in silenzio e con discrezione. Come sei sempre stato tu.