ALESSANDRO COMENI, INTERSESSUALE, NE HA PARLATO AL CORRIERE DELLA SERA

DI SUSANNA SCHIMPERNA

Alessandro Comeni, intersessuale, ha rotto il silenzio e parlato con Elena Tebano, del Corriere della Sera.
Ha raccontato la sua vita fatta di dolori fisici tremendi dovuti alle medicine che gli facevano assumere fin da piccolissimo (ormoni per inibire il testosterone e farlo crescere come femmina), di un’operazione subita alla nascita per diventare femmina, dell’imposizione di giochi, comportamenti, modelli femminili. Perché tutto al femminile e non al maschile? Perché operare tagliando era più facile per il chirurgo. Questioni tecniche.
E poi la ribellione, i contrasti col padre, la presa di coscienza: sono sia maschio sia femmina e così voglio essere.
Ogni anno nascono in Italia almeno 100 intersessuali. Ora non è più obbligatorio operarli subito, ma attenzione: sempre in nome di ideologie, i diktat normalizzanti si sono spostati sull’identità di genere, anziché sessuale, per cui botte di ormoni che bloccano altri ormoni vengono somministrate agli adolescenti o anche pre-adolescenti, se mostrano, essendo nati maschi, di avere gusti e orientamenti femminili, e viceversa.
Sempre nell’orrore siamo. Della necessità di etichettare tutto, mettere tutto in categorie. Anche gli esseri umani.

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