BISOGNA CAPIRLO DI BATTISTA

DI VANNI CAPOCCIA

Di Battista dalla lunga vacanza americana ha tuonato contro chi ha indossato le magliette rosse, usando tutto l’armamentario e la violenza linguistica che solitamente la destra e lui usano.

Ma bisogna capirlo, ha respirato quel linguaggio sin dalla nascita e non conosce altro; che ne sa lui di chi è stato sempre a fianco del popolo palestinese; di chi andò a Milano un 25 Aprile chiamato dal Manifesto a manifestare contro Berlusconi trionfante in una giornata gelida come tutto era gelido in quel periodo; e che ne sa lui del G8 di Genova. Chi è stato partecipe di questi movimenti sono tutte persone che lui mai ha visto in faccia, mai ha sentito parlare.

E che ne sa del movimento non violento italiano, di Danilo Dolci, La Pira, Capitini, don Milani, Pietro Pinna, le parole di queste persone non entravano a casa sua, non scaldavano il suo cuore. Erano altri gli esempi che venivano indicati, altro è stato il linguaggio che gli è stato insegnato e mostrato.

Bisogna capirlo Di Battista: scrive, parla, si muove, gesticola, offende, aggredisce nel modo che fa perché quello gli hanno esibito: in famiglia prima, e Beppe Grillo dopo.